L'Antro di Ulisse Vol. XXII


Intervista con i White Skull

Recensioni: White Skull

"Will of the Strong"


Intervista con i Thomas Hand Chaste

Recensioni: Where The Sun Comes Down

"Welcome"

Recensioni: Pandora

"Ten Years Like in a Magic Dream"

Recensioni: Black Star Riders

"Heavy Fire"

Recensioni: Kreator

"Gods Of Violence"

Recensioni: Danko Jones

“Wild Cat”


Intervista con i Saxon

Recensioni: Paolo Siani ft Nuova Idea

"Faces With No Traces"

Recensioni: Ted Poley

"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

Live Report: Killing Joke

KILLING JOKE

Il Teatro Degli Orrori di Cagliari

13 Luglio 2012

Stride in questa serata il contrasto tra un’arena Sant’Elia semivuota e l’entusiasmo del variegato pubblico - da imberbi ragazzini agli over 50 - che accoglie a braccia aperte i Maestri inglesi tornati in formazione originale. E non sorprende, visto che i Killing Joke hanno costruito una carriera intera sui contrasti, anteponendo l’integrità artistica al bieco lucro, spesso l’unica mira delle centinaia di bands da loro influenzate. Ad aprire le danze il maestoso set del Teatro Degli Orrori, tra i pochi gruppi in circolazione capaci di regalare dignità all’espressione “rock italiano”. Musicisti eccelsi, che sul palco suonano come se non ci fosse un domani, un suono che investe l’audience ad ondate. Tra esaltanti sferzate elettriche ed attimi di fulgida poesia elargiti da Pierpaolo Capovilla, metà-predicatore, metà-frontman, una personalità magnetica che calamita l’attenzione, mentre i suoi compari calano la mannaia senza pietà alcuna. “Rivendico”, “Io Cerco Te”, “Ion”, “Monica” sono gli estratti dal recente “Il Mondo Nuovo”, affiancati a brani che hanno ormai assunto il rango di classici (“Vita Mia”) presso un’audience che li intona a squarciagola. Dopo un’esibizione tanto appagante, per chiunque sarebbe stata impresa ardua salire on stage. Non per i Killing Joke. Che partono in quarta con una stordente versione di “European Super State”. Il cerimoniere Jaz Coleman è lo stesso di trent’anni fa: l’ugola e le movenze da serpente epilettico che lo hanno reso celebre non sono state scalfite dalle numerose primavere alle spalle. Ai suoi lati le colonne d’Ercole di mille battaglie: i mitici Youth e Geordie, un pezzo di storia della musica britannica che ci danno dentro, lesinando mobilità, ma non bordate di classe che lasciano a bocca aperta. “Wardance”, “Love Like Blood”, “Requiem”, “Pssyche”, “Pandemonium”, “The Wait” sfilano come cartoline dagli anni ’80, rivelando però un’attualità che certifica - qualora ce ne fosse ulteriore bisogno - la cifra stilistica dei KJ, sospinti dai ritmi incessanti del tentacolare Paul Ferguson. Ed anche la luna specchiandosi nel mare di Cagliari sembra sogghignare soddisfatta: l’Apocalisse, più volte profetizzata da Coleman, mai come stasera è sembrata tanto vicina. Intramontabili Killing Joke

 

 

testi e foto di