L'Antro di Ulisse Vol. XXII


Intervista con i White Skull

Recensioni: White Skull

"Will of the Strong"


Intervista con i Thomas Hand Chaste

Recensioni: Where The Sun Comes Down

"Welcome"

Recensioni: Pandora

"Ten Years Like in a Magic Dream"

Recensioni: Black Star Riders

"Heavy Fire"

Recensioni: Kreator

"Gods Of Violence"

Recensioni: Danko Jones

“Wild Cat”


Intervista con i Saxon

Recensioni: Paolo Siani ft Nuova Idea

"Faces With No Traces"

Recensioni: Ted Poley

"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

Live Report: Korn

KORN + Bullet for my Valentine + Love & Death

Gran Teatro Geox, Padova

26 Giugno 2013

La supremazia dei KoЯn Padova. Ancora. Poco più di un anno dopo la trasferta "Reverendo" Manson. Poche differenze, band a parte. La data finale della calata italica dei pionieri del Nu-Metal è stata un concerto intenso e potente. Ovviamente, prima dei 4 di Bakersfield, la serata del Gran teatro Geox è stata aperta dai Love & Death e dai Bullet for my Valentine. Dei primi poco sapevo, perché mai percepiti dalle mie orecchie e dalla mia attenzione nelle news quotidiane. Le impressioni fornite nel poco tempo a loro disposizione sono quelle di una band capace sul palco, ben oliata ma tutto sommato anonima. Canzoni non troppo personali e soluzioni un poco stantie per 20 minuti di spettacolo gradevole ma tutto sommato anonimo. Le belle canzoni di certo non abiteranno mai a casa Love & Death, ma almeno non hanno evitato di impegnarsi. Dopo un rapido cambio di palco ecco i Bullet for my Valentine ed i primi ed ingombranti dubbi. Non ho mai seguito questa band (apprezzata da molti fan in giro per l'Italia e per il globo terraqueo), anche perché non ho trovato la loro proposta interessante e di conseguenza non ho mai ascoltato in maniera approfondita la loro musica. Poco male, il live in genere è una palestra interessante per chi come me si è sempre chiesto "Come diavolo saranno sulle assi di un palco 'sti Bullet?". L'impatto non è dei migliori devo essere onesto, canzoni piatte, pose e poca profondità. Un bassista innamorato dei suoi muscoli ed un cantante troppo piatto per essere vero. Stranamente apprezzati dal pubblico, il quartetto gallese ha offerto a mio parere uno spettacolo scialbo e privo di nerbo. Statico e in buona sostanza noioso. Bocciati su tutta la linea, sorry. Dopo un rapido cambio di palco il quintetto californiano ha fatto subito messo le cose in chiaro aprendo a tutta forza con "Blind", giusto per far capire che i vari wannabe e i cuginetti poveri sparsi per il mondo sono del tutto inutili. I KoЯn nonostante una carriera lunga e di successo (nonostante qualche piccolo casino di line-up ed un ultimo disco, diciamo così, non molto fortunato) restano e rimangono una spettacolare macchina live, compatti, rumorosi e coinvolgenti. Una concerto di circa 90 minuti, vissuto da tutto il pubblico che non hai smesso di saltare ed urlare insieme a Jonathan Davies. Un gran bel concerto impreziosito da canzoni ormai storiche e di impatto "certificato". Applausi. Convinti e da parte di tutti. Anche perché una band che può permettersi di chiudere un live con 2 "canzoncine" come "Got the life" e "Freak on a leash" difficilmente la trovi in giro. Ben Fatto KoЯn! PS Piccola nota personale. Non vi nego l'esplosione d'adolescenza (LOL) quando ho sentito riecheggiare le prime note di "Dead Bodies Everywhere". Per chi ha fosse stato a Padova quel giorno ed avesse visto uno scriteriato gettarsi nel pogo, lo scriteriato oggi chiede scusa….