L'Antro di Ulisse Vol. XXII


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Live Report: Manic Street Preachers

MANIC STREET PREACHERS

O2 Arena , Londra (Inghilterra) 

17 Dicembre 2011

“Una notte di tesori internazionali”

Bisogna sempre dubitate delle cialtronesche trovate pubblicitarie che indicano come “imperdibile” il live degli Impaled Gay Necrolord ( o chi per loro ), non sono queste le occasioni uniche da prendere al volo e da raccontare a dei nipotini curiosi di sapere quanto “rocchenrolle” era il nonno ai suoi tempi. L’evento bisogna trovarselo, bisogna scavare con curiosità e passione, scegliendo con saggezza e pazienza quello che effettivamente può essere definito come unico. Quando poi dalla rete esplode questo comunicato "It's just the end of an era. Not the end of a band. We're gonna disappear for quite a long time.", l’occasione è praticamente a portata di volo. Difatti con queste parole il bassista dei Manic Street Preachers Nicky Wire annunciava una pausa indefinita, non prima di un concerto-festa all’O2 Arena e di un best of a celebrazione di quasi venti anni di onorata carriera. Una location incredibile l’O2 Arena, una sorta di Luna Park dello shopping e dello sport, che per l’occasione si è trasformata in tempio ultra-tecnologico del rock. Ventimila persone hanno gremito l’arena londinese, per cantare i trentasei singoli dei Manics ( presenti nella doppia raccolta contenente un inedito “National Treasures – The Complete Singles” ) partendo dall’anthem “You Stole The Sun From My Heart” fino al commovente saluto di “Design For Life”. Nel mezzo un continuo saltare nel tempo, dalle solide fondamenta di “Motorcycle Emptiness” fino alle ultime costruzioni musicali targate 2010. Non sono mancati dei pensieri per Richey Edwards ( seconda chitarra dei Manics fino al 1995, anno della sua scomparsa nel nulla della campagna inglese ), ricordato durante la presentazione di “Suicide is Painless” e attraverso le immagini trasmesse dai maxischermi posti ad adornare un palco semplice ed efficace. A rendere ancora più unico lo spettacolo segnalo la presenza di Nina Persson e Gruff Rhys ( Cardigans e Superfurry Animals rispettivamente ) cha hanno impreziosito “Your Love Alone Is Not Enough” e “Let Robinson Sing” raccogliendo favori ed applausi. I tre gallesi hanno regalato emozioni per quasi tre ore, rendendo speciale un sabato londinese freddo e movimentato. Una band criminalmente ignorata in Italia, troppo presa dai lamenti “rock” di certi “artisti” da operetta con il vizio della predicazione dell’ovvio e orrido, troppo presi da loro stessi e da finti buoni sentimenti. Mi urta ascoltare attraverso ogni media conosciuto un mare di incapaci, costruiti con lo stampo e senza una minima qualità. Un concerto perfetto da parte dei dragoni gallesi, ora non resta che aspettare la fine della pausa ed almeno una data in Italia, perché di musicisti come loro ne abbiamo terribilmente bisogno.

P.S. Chiedo scusa per l’ “oscenità” delle foto, ma la piccionaia dove ero posto non consentiva di meglio. Ma sappiate che il vostro affezionatissimo il concerto se l’è proprio goduto, nonostante una Minolta del 2000 A.C.

testi e foto di