L'Antro di Ulisse Vol. XXII


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Live Report: MISFITS

MISFITS

Teatro Le Serre, Grugliasco (To)

17 Febbraio 2012

 

È da poco uscito il nuovo album “The Devil’s Rain” e i Misfits ne approfittano per portare il loro horror punk sotto il tendone de Le Serre di Grugliasco, e vengono accolti da un pubblico entusiasta e anche numeroso.

Fatta eccezione per il batterista nascosto tra le pelli, Jerry Only e Dez Cadena stazionano maestosi sul palco; Cadena col suo look verdastro e la chioma fluente e Only col suo solito ciuffo e il ghigno satanico. Only si fa versare del ghiaccio sotto la corazza con gli enormi aculei metallici e poi inizia a macinare pezzo dopo pezzo parlando poco col pubblico e annunciando ogni brano col solito “one two three four…”. E via senza sosta, o quasi. Proprio “The Devil's Rain” apre la set-list, che conta una trentina di pezzi per poco più di un’ora e quaranta.

Lo scenario è il solito che accompagna da sempre il combo: morte sullo sfondo, luci verdi e blu, atmosfera cupa, qualche elemento horror disseminato con ironia; la musica scarna e diretta, la presenza scenica minimalista ma efficace.

Quel che invece non rende merito allo spettacolo sono i suoni: sorprendentemente l’acustica è infernale e rende tutti i suoni impastati e difficilmente distinguibili, tanto che non è facile capire quanto i tecnici del suono siano colpevoli, o semplicemente vittime di un’acustica che nemmeno il peggiore dei centri sociali accetterebbe.

Dopo “Mommy, Can I Go Out and Kill Tonight?” la band esce e rientra con Only senza maglietta. Sparano sul pubblico “Descending Angel” e “Die, Die My Darling” e ciao a tutti, show finito. Ma non per Jerry Only che, accompagnato da un maestoso outro, scende tra il pubblico e va a limonarsi qualche avvenente fan, poi parla con tutti, firma autografi, si fa fotografare, chiacchiera, sorride e si diverte. Per oltre due ore, fino a che anche l’ultimo fan non è stato cacciato via dalla security ormai esausta.

Suoni a parte, standing ovation per Jerry Only, che ancora si diverte sul palco, che fa divertire il suo pubblico e che ripaga ogni singolo fan con la sua mastodontica presenza, senza ombra di divismo o altri antipatici cliché. Bella serata, bel pubblico e bella band. I suoni osceni passano quasi in secondo piano. Quasi.

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