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Live Report: Steel Fest 2011

STEEL FEST 2011

Estragon, Bologna 

5 Novembre 2011

Sono passati pochi giorni dall'ultima e poco fortunata Glam Fest al vicino Sottotetto con tanto di annuncio di resa da parte di Bologna Rock City su quel fronte, e ci troviamo così di fronte ad un altro grande ed impegnativo (per l'organizzazione) evento, che nel momento di crisi in cui perversa il mondo, è ora in bilico. E’ con questo spirito che ci avviciniamo all'Estragon in un piovoso primissimo pomeriggio d’inizio Novembre, ma l'ottimismo è ben stampato in testa insieme all’incredibile edizione inaugurale di questa Steel Fest, quella del 2010 dedicata alla NWOBHM, che aveva attirato un pubblico di altri tempi. Il parcheggio è già affollato poco prima delle quindici, ora di apertura delle porte, ma c'è anche la fiera del disco nell'adiacente tendone a rimpolpare un pubblico altrimenti discreto, ma siamo solo all'inizio di una lunghissima giornata! Entrati nel locale felsineo, ci accorgiamo subito, che, rispetto all'anno passato, è stata un po' ridotta l'area "utile", aprendo un solo bar -sul lato palco- e lasciando ampio spazio vuoto sul retro delle bancarelle presenti per l'occasione, togliendo anche un bel po’ di sedie e tavoli se vogliamo, ma tant’è un evento come questo va vissuto tutto sotto al palco, no?!

Quest'anno troviamo ben tre band italiane in un bill in parte forse di minor pregio e richiamo, ma comunque composto da un ottimo mix di generi e qualità. In apertura troviamo così il primo nome tricolore, tocca ai BATTLE RAM il difficile compito di aprire la giornata poco dopo le tre del pomeriggio e scaldare un'atmosfera ancora abbastanza tiepida: molti si devono ancora mettere in viaggio per arrivare qua! Ma la band delle Marche fa esattamente quello che dovrebbe fare qualsiasi band di apertura, darci dentro e sfruttare alla grande tutti i minuti a disposizione: e i nostri lo fanno alla grande, chiudendo in bellezza con una cover dei Riot, “Warrior”, che chiama a raduno sotto le transenne anche qualcuno che li seguiva più distrattamente dalle bancarelle. Una conferma che anche in Italia si più fare metallo di alto livello!

E' quindi il turno dei polacchi CRYSTAL VIPER, e, dopo un velocissimo cambio palco, ci spostiamo verso sonorità più al limite del power metal. La leader e cantante Marta Gabriel, fa la parte del leone, non solo per l’aspetto fisico, anche se nel complesso il loro set non sarà ricordato come il più memorabile di giornata, complici anche alcuni problemi sonori e un concerto non completamente riuscito. Non che i nostri non sembrino impegnati a cercare di coinvolgere i presenti ma quando le note della conclusiva “The Last Axeman” si spengono si ha l’impressione che qualcosa non ci abbia convinto del tutto. Da rivedere!

Ancora una breve pausa ed ecco che sulle assi dell'Estragon gli australiani PEGAZUS irrompere nel bel mezzo del pomeriggio, guidati oggi dal biondissimo e palestrato singer Justin Fleming –dall’aspetto più teutonico che aussie- ovvero colui che aveva cantato sul debut album nel non troppo lontano 1995. Il pubblico risponde caloroso ai potenti inviti della band di Melbourne ed il succitato cantante non sta fermo un secondo durante il set, dando sicuramente, con la sua presenza, quel qualcosa in più ad un concerto sì divertente e di puro metallo, ma alla fine fin troppo scontato. In fondo l’energia profusa dai canguri è tanta, come l’impegno e il pubblico risponde convinto, d’altronde cantando inni facili e immediati come “A Call To Arms” o “Metal Forever”, non si può fare a meno di colpire dritto a cuore dei presenti. Monolitici, per quaranta minuti di spensierata energia!

Se l'anno scorso gli onori di casa li avevano fatti i Crying Steel, tocca stavolta ai TARCHON FIST tenere alta la bandiera bolognese in questa giornata di metallo. E se il pubblico cresce ora vistosamente, i padroni di casa trovano terreno fertile. Oggi sono qui a presentare il loro best of, “World Of Figthers”, summa di un paio di album in studio e modo di celebrare la seppur breve carriera dei nostri, in attesa di un terzo full lenght in preparazione. C’è così modo di sfruttare il tempo a disposizione sparando tutti i pezzi migliori della propria storia, fra cui “It’s My World” o “We Are The Legion” accolti calorosamente dai presenti. Una miscela ben dosata di sonorità classiche e una buona energia trasmessa sul palco hanno giovato alla loro esibizione, che ce li conferma fra le migliori live band della penisola, sul loro impatto ha sicuramente pesato la partenza di Luigi “Sange” Sangermano alla voce, ma il sostituto, Mirco Ramondo, pare cavarsela abbastanza bene nello scomodo ruolo. Ancora una volta la band di Luciano Tattini ha fatto centro!

Il pubblico si sta infoltendo sempre più, e sono ora i PICTURE ora a tener banco. Band di culto come tante ne erano sorte negli 80s, ha oggi dimostrato di potersi meritare ben più di un ruolo da comparsa. Ma il pubblico odierno è ben informato e riserva agli olandesi un’accoglienza veramente calorosa, cosicché possono salire in cattedra e cominciare una corposa, seppur breve nella durata –solo quaranta i minuti a disposizione- lezione di storia del metallo da chi l’ha fatta sul serio! Li avevamo già visti ad uno Sweden Rock di tre anni orsono, ma l’ora mattiniera della loro esibizione non ce li aveva fatti godere del tutto: oggi tutto è volato via quasi perfetto e la voce e la presenza catalizzante di Pete Lovell ha condotto uno show di gran classe per la gioia di tutti i presenti. Pezzi come “Heavy Metal Ears” o la finale “Eternal Dark”, risuoneranno nella mente di tutti per molti giorni ancora, insieme all’annuncio di un nuovo album in lavorazione! Da segnalare poi come la band si sia concessa ai fans dopo il concerto, ovvero godendosi il resto del festival da questa parte delle transenne, in mezzo a tanti che come loro amano ancora tanto il caro vecchio metallo, e sicuramente in molti avranno apprezzato… Come diceva il detto “gallina vecchia fa buon brodo”... E personalmente uno dei momenti migliori della giornata!

E' arrivato anche un pullman da tutto il Trentino-Alto Adige per supportarli e in generale il pubblico risponde alla grande allo show degli SKANNERS, terza e ultima band italica presente oggi. E oramai parliamo di un nome ampiamente consolidato nella scena, di certo non ha più bisogno di grandi presentazioni, con tanti anni di storia alle spalle e un nuovo album recentemente dato alle stampe, “Factory Of Steel”, sfruttato ampiamente per la scaletta di giornata. Si bada subito al sodo partendo con la roboante “Welcome to Hell”, passando poi su vecchi e nuovi inni, quali la mitica “Starlight”, “Factory Of Steel” o “Blood In My Eyes”. Purtroppo la posizione in scaletta e le pause brevissime fra un gruppo e l’altro fanno sì che questa sia l’ora scelta da molti per cibarsi all’esterno dell’arena, cosa che facciamo anche noi assentandoci per una manciata di minuti. Ma l’energia profusa dai nostri, guidati magistralmente dall’entusiasmo del frontman Claudio Pisoni, una presenza importante su tutti i lati del palco, creano uno show vibrante e sicuramente un bello zoccolo duro di fans non si lascia scappare nemmeno una nota! Come non annotare il giovanissimo batterista, Davide Odorizzi, già ben degno membro di una band di cotanta storia. Un’altra prova di forza per una band italica (la migliore?) in un festival internazionale come quello di oggi, bravi!

L'anno scorso avevano chiuso più che degnamente il festival, quest'estate erano stati penalizzati dalla pioggia battente al Pegorock, ora si ripresentano qui a Bologna per raccogliere un altro tributo. Tocca agli ANGEL WITCH il tridente serale. Kevin Heybourne e soci stanno raccogliendo sempre maggiori consensi in giro per il globo e anche oggi sono qui a dimostrarci il perché. Certo, sono legati a doppio (triplo, quadruplo) filo ad un fortunatissimo debut album uscito più di trent’anni orsono, ma che il pubblico acclama sempre ben più che volentieri! E i nostri sono sempre in grandissima forma, se vogliamo un po’ statici e distaccati sul palco rispetto ad altri visti prima di loro, ma quando sciorinano con energia un’ora o poco più intrisa di perle come “Angel Of Death”, “White Witch” o “Sorcerers” e compagnia bella sono una garanzia. Certo qualcuno si chiede oramai insistentemente se riusciranno mai a fare un nuovo album degno di tale capolavoro, ma in fondo ci si ritrova tutti ai loro piedi a cantare a squarciagola “Angel Witch” finché non cala il sipario sulla loro esibizione.

Siamo ora giunti al momento clou della giornata ed ecco sul palco i PRAYING MANTIS, che oggi registreranno un live che sarà pubblicato l'anno prossimo da BRC Records. E gli inglesi si fanno chiaramente trovare ben preparati, sfoderando uno show di gran classe, pur suonando un po' leggerini e melodici in confronto a quanto sentito fino ad ora. Ma il pubblico è molto competente in sala è segue con attenzione anche il loro show in modo adeguato alla posizione in scaletta. Show che parte un po’ a freddo per poi salire di tono man mano che il tempo scorre, riuscendo alla fine a lasciare memoria di una grandissima esibizione su tutti i presenti. A dire il vero si parte con un bel tuffo nel lontanissimo passato, anno 1981, debutto della “mantide religiosa”: ecco in sequenza due pezzi come “Children Of The Earth” e “Panic In The Streets”, accolti con grande calore dai presenti. La band dei fratelli Troy ha in serbo per l’occasione una bella raccolta del meglio della propria longeva carriera, così man mano che il set scorre, è sempre più evidente il fatto di trovarsi di fronte ad una band di grande spessore, e che, nonostante i tanti anni oramai sulla scena, dispensa sia la classe, sia l’energia giusta, non limitandosi certo al semplice e freddo compitino. E così, pian piano si scioglie anche quel velo di diffidenza da parte di chi poteva un po’ ritenerli fuori luogo oggi. Tanti sono i classici, vecchi e nuovi sparsi qua e la durante l’esibizione, da “Running For Tomorrow” a “Don’t Be Afraid Of The Dark”, passando per la più recente “Turn The Tide”, sciogliendosi più volte in ballate (come su di una grande “Dream On”) che incorniciano una prestazione maiuscola. Il tempo a disposizione -settantacinque minuti- vola e in un lampo, pieno di emozioni, e siamo al gran finale, l’energica “Captured City” colpisce i presenti, poco prima di raccogliere un calorosissimo quanto dovuto tributo di applausi. Piacevole sorpresa!

E' ora di preparare l'evento più atteso della serata, gli americani VIRGIN STEELE sono i più acclamati dai settecento metalheads che nel frattempo si sono adunati sotto al palco dell'Estragon decretando il successo della manifestazione, tanto che Emiliano di BRC già ci anticipa che ha stabilito la data per l'edizione 2012: appuntamento al 3 Novembre! Ma non è ancora tempo di bilanci, ci aspetta il concerto degli headliners! E naturalmente, essendo la band di punta della giornata, seppur dopo tante ore di metallo, si può anche permettere di sfondare abbondantemente i classici orari discotecari e regalare ai presenti un’emozione lunga quasi due ore! Protagonista assoluto David DeFeis ed i suoi colpi di musica e teatro, la forma del frontman americano è veramente strepitosa ed i tanti fans accorsi apprezzano rispondendo calorosamente. Così come degna di nota è la prestazione di tutta la band, su tutti il fido chitarrista Edward Pursino, puntualissima presenza sul palco. Anche il loro inizio è forse un po’ rallentato e freddo, ma pian piano la confidenza e il calore salgono in sala e alla fine si potrà semplicemente parlare di una grandissima esibizione, anche per chi, forse non è proprio avvezzo a tanti machiavellici passaggi. Il calore del pubblico spinge gli americani per tutto il set e loro ripagano la fedeltà a suon di pezzi della loro storia, lunga oramai trent’anni. Anche se, inevitabilmente, si gira sempre parecchio attorno al classico “Invictus”. Si chiude in grande stile sulle note di “The Burning Of Rome” e, dopo una breve pausa, “Veni, Vidi, Vici” dopo la cui lunga esecuzione, i newyorkesi si prendono la dovuta dose di applausi, mentre cala il sipario su questa grandiosa edizione della Steel Fest.

Ancora una volta, fortunatamente, possiamo rimarcare che il pubblico italiano ha tanta voglia di metallo classico e di eventi del genere. E l’audience di oggi è così variegata e di differenti età da farci pensare che questa Steel Fest avrà vita lunga, regalandoci ancora tante grandi emozioni e giornate memorabili. Per il momento la data 3 Novembre è già cerchiata in rosso sul calendario del prossimo anno!

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