L'Antro di Ulisse Vol. XXII


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Live Report: SYMPHONY X + Pagan's Mind + DGM

SYMPHONY X + Pagan's Mind + DGM

Live Club, Trezzo Sull'Adda (MI)

7 Ottobre 2011

A scaldare il pubblico la gloria italica DGM, una delle band più sottovalutate del globo che meriterebbe ossequi continui e riconoscimenti interplanetari e che, finalmente, inizia a imporsi nel panorama come una delle migliori realtà italiane e non solo. I DGM sono sicuri di sé, sono amati dal pubblico presente, ed è evidente che possano permettersi di non temere il confronto con le band che li seguiranno durante la serata, ma anzi possono godersela e mostrarsi in tutta la loro perizia. Il singer Mark Basile, in particolare, indossa una veste internazionale e calca il palco di Trezzo come se fosse appena uscito da un locale di Las Vegas, tanto che si rivolge al pubblico in inglese e si aggira per lo stage con la sicurezza di una rockstar navigata. Bravi.

Ora è il momento dei PAGAN’S MIND che si divertono come pazzi mentre eseguono alla perfezione ogni passaggio, ogni nota. Guardare il tastierista Ronny Tegner che se la ride e si gode ogni secondo del loro stesso spettacolo è impagabile; e mentre l’istrionico singer Nils K. Rue conduce lo show con movenze e espressioni da attore caratterista, il batterista Stian Kristoffersen picchia come un forsennato e Jorn Viggo Lofstad non si scompone mentre esegue ogni brano con la sua consueta precisione appassionata.

I SYMPHONY X sono una delle mie band preferite; di sicuro Russell Allen è il mio cantante preferito. Dunque quando il boato della folla accoglie i SX sul palco tremo al pensiero di cosa succederà quando il mastodontico Allen comparirà squarciando l’aria. Infatti. Pare che la terra tremi, che il lungo intro di “Iconoclast” sia servito a preparare tutti per la sua tuonante voce: tre note e in un attimo chiunque altro viene surclassato. L’ultima volta che i SX ci avevano deliziato della loro presenza live, esattamente sette mesi or sono, “Iconoclast” non era ancora uscito, e così avevamo dovuto accontentarci di un paio di anteprime; adesso invece l’album c’è, e viene presentato quasi interamente: dopo “Iconoclast” la band spara a zero sul pubblico “End of Innocence”, “Dehumanized”, “Bastards of the Machine”, “Electric Messiah”, “When All Is Lost”, “Children of a Faceless God” e infine “Heretic”. Qualche problema con i suoni all’inizio, poi la macchina da guerra è oliata e i cinque si producono in esecuzioni senza macchia e senza paura, e per Allen le sbavature dello scorso live sono solo uno sbiadito ricordo: non solo il suo cantato passa dall’incazzato nero a una soavità mai vista (per “When All IsLost” vengono sfoderati diversi accendini) con grande disinvoltura, ma il pubblico viene anche intrattenuto tra gag, battute alcoliche, e una grande complicità. Si ritorna alle vecchie glorie con “Inferno (Unleash The Fire)” e la mastodontica “Of Sins And Shadows”, poi la band si ritira per poi tornare col trittico “Eve Of Seduction”, “Serpent’s Kiss” e “Set The World On Fire” e, purtroppo, terminare lo spettacolo. Nota di biasimo per il copioso pubblico: pogo e balli hanno lasciato a desiderare. Va bene che ormai i metallari hanno quasi tutti i capelli corti e che l’età media si è alzata, ma perché quasi nessuno s’è mosso? Fatta eccezione per me che ero immobile e incantata al cospetto di Russell. E un complimento alla location, e un grazie ai padroni di casa del Live di Trezzo che ci hanno accolti con la solita gentilezza. Alla prossima, e magari Russell avrà divorziato e i SX eseguiranno di file le due parti di “The Accolade”…

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