L'Antro di Ulisse Vol. XXII


Intervista con i White Skull

Recensioni: White Skull

"Will of the Strong"


Intervista con i Thomas Hand Chaste

Recensioni: Where The Sun Comes Down

"Welcome"

Recensioni: Pandora

"Ten Years Like in a Magic Dream"

Recensioni: Black Star Riders

"Heavy Fire"

Recensioni: Kreator

"Gods Of Violence"

Recensioni: Danko Jones

“Wild Cat”


Intervista con i Saxon

Recensioni: Paolo Siani ft Nuova Idea

"Faces With No Traces"

Recensioni: Ted Poley

"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

Recensione: Amaze Me "Guilty As Sin"

Amaze Me "Guilty As Sin"

(AOR Heaven)

Per Chi Ascolta: AOR, Hard Rock Melodico

Anche se lo scorso anno la AOR Heaven Classix diede alle stampe la raccolta "Ultimate Collection", ormai non pensavo che fosse ancora in attività discografica la two-men-band svedese, autrice di tre albums fra il 1995 ed il 1998, dei quali solo il secondo ("Dream On" del 1997) un gradino appena sotto la bellezza degli altri due, "Amaze Me" del 1995 e "Wonderland" del 1998. Eccoci allora nuovamente alle prese con la nuova proposta artistica di Peter Broman (tutti gli strumenti tranne la batteria) e Conny Lind (vc - Sonic Station, State Of Mind, Talk Of The Town, Vision, Mattson, Great King Rat) con la masterizzazione a cura di Martin Kronlund, un lavoro registrato nello studio personale di Broman e forse è questo uno dei motivi della non brillante qualità sonora (e non è solo perchè ho da poco riposto il promo dei Fair Warning?). L'AOR anni ottanta dell'iniziale "Everybody" sa molto di REO Speedwagon con un tocco di Night Ranger, quindi tanta melodia e refrain radio-friendly che non mancherà di deliziare i fans del genere, sempre in attesa di qualcosa degno di nota e che pertanto resteranno sorpresi dall'impronta pop-rock di "Lost In A Dream", brano che sembra procedere senza una precisa direzione. Si torna su livelli di qualità compositiva più alti con "Can't Stop Loving You" che, però, avrebbe meritato una migliore produzione come la dinamica "Save Me", dotata di buoni arrangiamenti strumentali e vocali in stile European Melodic Hard Rock, temi che si riscontrano anche nell'emotiva semi-ballad "Endless Love" provvista di un refrain intenso e nell'ariosa titletrack. "On The Run" si rivolge all'AOR americano stile Foreigner con tracce di Skandi-AOR sparse nella strofa e la formula non cambia molto sino alla dodicesima canzone. Un piacevole ritorno sulle scene, anche se siamo lontani dai fasti del primo e del terzo album.


 

Momento D'Estasi: "Everybody" e "Save Me" su tutte, seguita da "On The Run"

Pelo Nell'Uovo: produzione deboluccia, ben più di un pelo nell'uovo.