L'Antro di Ulisse Vol. XXII


Intervista con i White Skull

Recensioni: White Skull

"Will of the Strong"


Intervista con i Thomas Hand Chaste

Recensioni: Where The Sun Comes Down

"Welcome"

Recensioni: Pandora

"Ten Years Like in a Magic Dream"

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"Heavy Fire"

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"Gods Of Violence"

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“Wild Cat”


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"Faces With No Traces"

Recensioni: Ted Poley

"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

Recensione: Asia "Gravitas"

Asia "Gravitas"

(Frontiers Records)

Per Chi Ascolta: Melodic e Progressive Rock

Fa uno strano effetto vedere gli ASIA non annoverare più tra le loro fila un chitarrista sopraffino come Steve Howe.Il gruppo britannico, nato inizialmente come progetto parallelo derivante dalla confluenza di musicisti appartenenti ai King Crimson,Yes,Emerson Lake and Palmer e The Buggles ,sembra tuttavia aver trovato un valido sostituto nel giovanissimo Sam Coulson,già noto per le sue collaborazioni con Tony MacAlpine e Paul Gilbert. Il nucleo originario composto da John Wetton,Geoff Downes e Carl Palmer, rinvigorito dal nuovo innesto,dà alle stampe un disco fresco ed energico, ricollegabile per similitudine al periodo classico della band (1981-1985). Gravitas è infatti una piccola gemma musicale che risplende per i ricercati arrangiamenti,contraddistinta da un sapiente bilanciamento di ritmi incalzanti e melodie,merito anche della versatilità vocale di un Wetton in grande spolvero. Gli ASIA sviluppano lungo tutto l'arco dell'album un racconto epico di lotta, caduta e redenzione con un approccio contraddistinto da grande profondità introspettiva. La maggiore novità racchiusa nell'album è da ricercarsi nell'esplorazione di lidi musicali più inconsueti e nell'impulso creativo che risulta vivificato da questa prova in studio.Davvero convincente è inoltre l'apporto del nuovo elemento alla chitarra. Lungi da risultare un corpo estraneo Coulson riesce infatti ad adattarsi con grande naturalezza al tessuto sonoro creato da un gruppo semplicemente perfetto a livello di esecuzione strumentale e contribuisce ad arricchire con riff indovinati e assoli ispirati ma mai leziosi numerosi brani come l'opener Valkyrie,vero manifesto della direzione sonora impressa al disco,l'intensa ballad Heaven Help Me e la più sostenuta Nyctophobia.Gravitas vive di due identità dove il vecchio e il nuovo si fondono senza forzature e ciò costituisce un segnale positivo per il futuro prossimo del gruppo.


 

Cosa Funziona: le diverse atmosfere che compongono l'album

Cosa Serve: l'introduzione di maggiori novità pur nelle preservazione di un suono che costituisce un vero e proprio trademark