L'Antro di Ulisse Vol. XXII


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Recensione: Bai Bang "All Around The World"

Bai Bang "All Around The World"

(AOR Heaven)

Per Chi Ascolta: Hard Rock Melodico con tracce glam

Attivi sin dalla fine degli anni ottanta, gli svedesi Bai Bang hanno in questi hanno girato il mondo esibendosi in Europa, USA, Canada e Giappone da soli o in compagnia di LA Guns, Thin Lizzy, Wishbone Ash, Ratt, Dio, Mötley Crüe, Pretty Maids, Saxon, Axel Rudi Pell, oltre ad aver suonato nei famosi locali losangelini Whisky A Gogo e Cat Club e in festivals come Sweden Rock, Wacken e Rocklahoma. Quest'anno i BB si presentano nella con in formazione Diddi Kastenholt (vc), Pelle Eliaz (ch), Joacim Sandin (bs), Jens Lundgren (ch) e Johnny Benson (bt), uniti e concentrati a suonare il loro positivo hard rock melodico che solo in parte mantiene quella carica sleaze/glam che ne aveva contraddistinto gli esordi e per l'ottavo album "All Around The World" si sono affidati al produttore Pontus Assarsson e a Martin Kronlund per la masterizzazione. Dieci le canzoni presentate che si mantengono nel buon solco della band tornata nel 2009 sul mercato discografico dopo una pausa di nove anni, ma con testi che sono per lo più nel reame del 'let's party, let's rock' con variazioni di amori perduti nelle ballate. La partenza con "Everybody Everywhere" è vigorosa e divertente, col refrain preso a prestito da Def Leppard e primi Crashdiet, mentre la seguente "Gonna Make It" ha una strofa quasi minacciosa, ma si apre ad un refrain solare ed altamente orecchiabile. "Crazy" rallenta il ritmo e suona molto come una versione più semplice dei Def Leppard e "Bai Bang" è una sorta di party-anthem simpatica che strappa più di un sorriso oltre ad invitare a muoversi al suo ritmo. La scaletta impone una pausa romantica che arriva con la power-ballad "How About Now", brano che avrebbe spopolato le radio rock di un venticinque anni fa e che ancora oggi non dispiace ascoltare, mentre qualche dubbio sorge con "Raise Your Hands" che i fans della band accosteranno a "Tonight" (dal precedente album "Livin' My Dream") della quale è quasi una fotocopia, e "Now You're Gone", pericolosamente simile a "Women" dei Def Leppard. Se "Summertime" voleva essere un inno per l'estate, l'intento è solo parzialmente perseguito perchè sarebbe servita maggior ritmo e vivacità, doti che non mancano alla titletrack che sa molto di The Poodles e che poteva chiudere tranquillamente il cd invece di sottoporci all'inutile "Get It On" dagli schemi triti e ritriti che danno l'impressione di essere stata assemblata in tre minuti perchè si doveva in qualche maniera riempire il dischetto. Spero che al prossimo appuntamento i Bai Bang si ripresentino almeno con qualche piccola novità perchè dopo un pò i fans si stufano di ascoltare le solite melodie. Se, invece, non avete mai ascoltato il quintetto svedese allora il discorso cambia in quanto per un novizio si tratterà di un buon album di hard rock melodico dalle atmosfere positive e solide eseguite da solidi musicisti e da un cantante pieno di entusiasmo.


 

Massima Allerta: Everybody Everywhere, All Around The World, crazy

Pelo Nell'Uovo: l'inutile Get It On e Summertime, flop estivo privo di mordente