L'Antro di Ulisse Vol. XXII


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Recensione: Bonrud "Save Tomorrow"

Bonrud "Save Tomorrow"

(Escape Music / Frontiers)

Per Chi Ascolta: Hard Rock melodico anni ottanta, Dokken

Ad otto anni di distanza dal discreto omonimo debutto su Frontiers Records, torna a farsi sentire il polistrumentista Paul Bonrud con dodici nuove composizioni che vedono un nuovo contratto discografico, un nuovo cantante (il valido Rick Forsgren) e il supporto del noto produttore Keith Olsen, oltre al solido apporto del batterista Paul Higgins e di un trio di eccellenti ospiti tastieristi quali Richard Baker, Eric Ragno e Dave Gross. Rispetto alle sonorità più AOR dell'esordio, "Save Tomorrow" si presenta più aspro ed ammiccante al cromato class-metal in gran voga nella seconda metà degli anni ottanta, ambito nel quale Paul si muove con voglia di riscatto per gli anni trascorsi e tutto sommato riesce ad ottenere discreti risultati, pur con qualche eccesso che spinge Rick a volare su acuti talora fuori luogo e 'tirati'. Non male l'apertura affidata a "We Collide" dai tratti affini ai migliori Dokken e che permette sia a Bonrud che a Forsgren di sprigionare le proprie energie centrando il bersaglio di coinvolgere e divertire l'ascoltatore offrendo buona qualità artistica, e su simili binari si incanala la più cadenzata ed heavy "Bullet In The Back" che permette a Rick di sfoderare tonalità reminiscenti di un certo Ronnie James Dio. "American Dream" guarda più all'hard rock melodico anni ottanta senza infamia nè lode, mentre se la titletrack fosse stata abbassata di un paio di toni avrebbe permesso a Rick di non sgolarsi e rendere così le sue tendenze AOR meno fastidiose, perchè in fondo non è una brutta canzone. La semi-ballad (dalle lontane fragranze zeppeliniane) "Liquid Sun" riesce meglio nel suo scopo e si fa ascoltare piacevolmente, mentre la positività di "I'd Do Anything" scorre senza lasciare traccia del proprio passaggio. Ancora scorie di Dokken/Lynch Mob nel tempo medio "Last Sunrise" che resiste con merito al confronto coi citati maestri del genere, e su un buon livello si assesta anche la successiva e più leggera "Torn Apart", simil-AOR con un ritornello catchy ed un ritmo incalzante. L'hard rock "Blinded" scorre piuttosto anonimo e scontato, così come alla rocker "Dominoes" manca quel famoso ed impalpabile quid per toccare livelli qualitativi più elevati, fattore che invece grazia "You're The One" coi suoi bei cori e parti melodiche e, seppur in misura inferiore, la conclusiva "End Of Days" che riprende alcuni spunti più cromati delle canzoni iniziali. Fortunatamente vi è qualcosa di sostanzioso sotto la bella copertina che accompagna "Save Tomorrow", ma a mio parere Paul deve ancora applicarsi per trovare un suo equilibrio compositivo e permettere al suo attuale cantante di potersi esprimere con continuità le doti che possiede.


 

Momento D'Estasi: We Collide, Liquid Sun

Pelo Nell'Uovo: nessuno per l'energia profusa, ma poco resta dopo diversi ascolti