L'Antro di Ulisse Vol. XXII


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RECENSIONE: The Brokendolls “Two Fiftynine"

The Brokendolls “Two Fiftynine"

(Tornado Ride Records)

 

Per Chi Ascolta: Punk'n'roll, Speedrock, Turbonegro, Gigi Allin

CEREA ROCK CITY!! Ecco finalmente rispuntare dalle nebbiose e desertiche campagne veronesi i Brokendolls, giunti a questo “Two Fiftynine”, dopo l'esordio di “No Ice in My Drink”. Dieci tracce che sono condensati di energico punk'n'roll, inni al rock stradaiolo e ammiccanti istigazioni al “Live fast”e al “party-hard”. Un prodotto di stile, semplice, senza fronzoli ma comunque curato e soprattutto diretto ed incisivo che trae spunto da tutto quello che è Punk e rock'n'roll dai fine anni settanta fino ad approdare alla più recente scena scandinava, con qualche pizzico di Hair-Metal riscontrate in certe linee di chitarra, che a mio avviso appesantiscono il song-writing e stonano un pochino. Ma questi sono dettagli!! “Two Fiftynine” è un genuino esempio di fast and furious rock'n'roll, un mix tra Dead Boys GBH e Stiv Bators suonato con grinta ma soprattutto strillato e bestemmiato (da bravi veneti) dal frontman, Ross, riuscitissima fusione tra Iggy Pop, Hank Von Helvete e Johnny thunder, ma con l'incazzatura di Gigi Allin. Spesso ci si ritrova a riporre le speranze in nuovi gruppi super-pompati, gonfiati da produzioni magistrali e costosa pubblicità. Il solito “tutto fumo e niente arrosto”, per intenderci, mentre il panorama nostrano underground è in fermento, because Punks not dead, come dicevano gli Exploited. Ed è proprio li, nella scena underground, nei piccoli e sudici locali notturni, che abita il rock'n'roll nel 2012, quello vero, quello rozzo, che ci carica a palle e non ci fa dormire. Quindi, se siete italiani e ancora non avete visto i Brokendolls da vivo, datevi all'ippica o almeno fatevi delle domande perchè sono questi ragazzi sono energia pura, autentiche scariche di adrenalina. E se siete fortunati potreste anche beccarvi la doppietta Antares-Brokendolls e lì lo spettacolo è assicurato.


 

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