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Recensione: Jorn "Heavy Rock Radio"

Jorn "Heavy Rock Radio"

(Frontiers Records)

Per Chi Ascolta: Hard Rock

Il vocalist norvegese Jorn Lande non soffre certo d'inattività,da sempre infatti ci ha abituati ad un ritmo di pubblicazione dei suoi album piuttosto sostenuto.Tuttavia,a parte il riuscito progetto Dracula posto in essere agli inizi del 2015 insieme al fedele chitarrista Trond Holter,è ormai da qualche anno,dal 2013 per la precisione,che Lande non ha prodotto qualcosa di veramente originale.Dopo un nuovo episodio Allen-Lande e la partecipazione all'ultimo Avantasia seguito dal tour relativo,il gruppo facente capo a Jorn e composto,oltre al sopracitato Holter,da Thomas Bekkevold al basso e da Christian Svendsen alla batteria,riemerge da uno stato di quiescenza e si ripresenta sulla scena in modo quasi inaspettato.In luogo di un nuovo disco di inediti ritroviamo però Heavy Rock Radio,album costituito dalla riproposizione in stile hard rock di canzoni conosciute.D'altronde Lande non è nuovo all'esperienza di cover che,spesso posizionate strategicamente all'interno dei suoi dischi,in alcuni casi ne hanno costituito l'intera ossatura (Unlocking The Past del 2007 e il tribute album a Ronnie James Dio del 2010).A differenza degli episodi precedenti,il cantante è oggi alle prese con l'interpretazione di brani appartenenti a formazioni il cui raggio di azione esula per lo più dalla sfera hard rock/heavy metal (Eagles,Kate Bush,Frida e John Farnham ,per citarne alcuni).Come suggerisce il titolo prescelto,tutte le canzoni sono reinterpretate in salsa heavy rock e conferiscono all'album un'omogeneità stilistica considerevole.Nulla da eccepire sulle doti vocali sbalorditive di Jorn,davvero a suo agio in questa antologia di brani,alcuni dei quali singolari per scelta operata.Se infatti la prestazione di Lande è maiuscola ma piuttosto scontata per ragioni di affinità stilistica in "Rainbow In The Dark"(Dio), Stormbringer (Whitesnake) e "Die Young" (Black Sabbath),canzoni proposte in versioni assai simili alle originali e quindi in tal senso alquanto avare in fatto di sorprese,l'entusiasmo cresce in modo esponenziale nell'ascoltare il gruppo sbilanciarsi nell'attualizzazione interpretativa di brani più inusuali come "Running Up That Hill" di Kate Bush e soprattutto come "I Know There's Something Going On" di Frida (all'anagrafe Anni-Frid Synni Lyngstad,una delle cantanti degli Abba).In linea generale il trattamento rinforzante a base di sferzate heavy rock applicato a canzoni nate per essere proposte in tutt'altri contesti funziona decisamente bene ed è in grado di apportare alcuni elementi di novità."Hotel California" (Eagles),"Don't Stop Believin' "(Journey) e "Rev On The Red Line"(Foreigner),qui presentate sotto una luce più possente e minacciosa,non sfigurano affatto mentre la rilettura di "Killer Queen",se si eccettua la parte corale,non convince appieno, con una prova di Jorn dietro il microfono forse un pelo al di sotto delle sue potenzialità vocali sconfinate.La scelta di "The Final Frontier",di per sè non certo un brano tra i più memorabili della discografia degli Iron Maiden,si rivela invece quantomai azzeccata e ne fuoriesce una versione impeccabile ed ancora più trascinante dell'originale.In conclusione l'ascolto di Heavy Rock si rivela in generale molto piacevole.D'altronde con la presenza di un cantante come Lande,una formazione di ottimi musicisti e un elenco di canzoni orecchiabili,non poteva essere altrimenti.Il giudizio finale è tuttavia mitigato dalla considerazione che ci troviamo pur sempre al cospetto di un album di cover molto classico,nonostante lo sforzo compiuto per rivestire alcune canzoni di un immagine più heavy,e l'insieme per quanto gradevole tende a risolversi in taluni frangenti in un esercizio di stile.


 

Massima Allerta: la doppietta iniziale "I Know There's Something Going On"/"Running Up That Hill" incanta per energia e per melodia profuse

Pelo Nell'Uovo: le versioni di "Live To Win" e di "Killer Queen" scivolano via in modo piuttosto anonimo