Speciale Muskelrock 2019


Rok and Roll On The Sea - Festa del Redentore


Ciao Alex!


L'Antro di Ulisse Vol. XXII


Intervista con i White Skull

Recensioni: White Skull

"Will of the Strong"


Intervista con i Thomas Hand Chaste

Recensioni: Where The Sun Comes Down

"Welcome"

Recensioni: Pandora

"Ten Years Like in a Magic Dream"

Recensioni: Black Star Riders

"Heavy Fire"

Recensioni: Kreator

"Gods Of Violence"

Recensioni: Danko Jones

“Wild Cat”


Intervista con i Saxon

Recensioni: Paolo Siani ft Nuova Idea

"Faces With No Traces"

Recensioni: Ted Poley

"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

RECENSIONE: Runaway Totem "Le Roi Du Monde"

Runaway Totem "Le Roi Du Monde"

(Lizard Records)


Per Chi Ascolta: Progressive Rock d’avanguardia

Dopo otto dischi ed una carriera ventennale alle spalle, i Runaway Totem sono ancora oggi ispirati più che mai. “Le Roi Du Monde” è composto da due lunghe suite che non lasciano scampo ne respiro all’ascoltatore e da un brano di durata medio lunga. Lo stile Magma è più marcato ed il suono è un pout puorri di strumentazioni che vanno dal vibrafono al violino e poi violoncello, contrabbasso, trombe, flauti ed oboe per un caleidoscopio di emozioni. Questi sono i Modern Totem Ensamble che assieme a Cahal De Betel (voce chitarra e tastiere), Giuseppe “Dauno” Buttiglione (basso), Tipheret (batteria), Issirias Moira Dusatti (voce) ed ai new entry Anbis-Ur Marco Zanfei (tastiere) e Raffaello “Re Tuz” Regoli (voci e polifonie), completano la formazione.
Il mondo fantasioso descritto dai Runaway Totem si apre a noi con “Il Giardino Del Nocciolo E Del Melograno”, mezz’ora di musica per la mente a tratti inquietante e profonda. I richiami al Rock Progressivo degli anni ’70 sono molteplici, così come i passaggi neo classici. Serve una preparazione mentale appropriata per immergersi in questo mondo colorato e rigoglioso di suoni, perché le melodie sono tutte incastonate in passaggi psichedelici a volte paranoici e comunque supportati da forza evocativa. Tratti minimali si alternano a coralità strumentali più ampie, facendo mutare continuamente lo stato mentale ed umorale di chi ascolta.“Le Marriage Du Soleil et La Lune” riesce a conquistare anche grazie all’uso del flauto e dell’oboe i quali lasciano spazio a degli interventi graffianti di chitarra elettrica ed al cantato di Moira. La seconda suite che conclude anche il disco, si intitola “La Città Azzurra Del Sole” e propone passaggi più articolati a cavallo degli anni ’70 fra Van Der Graaf Generator e Magma. Uno sforzo compositivo che relega “Le Roi Du Monde” nell’olimpo dell’arte pura, dove si pensa esclusivamente a comunicare emozioni.
Bello l’artwork fatto a mosaico, dove è la musica che ispira l’arte pittorica , una volta tanto non al contrario, in stile Musorgskji. Avrete capito che la musica proposta non è di quella scontata, questo però chi conosce i Runaway Totem gia lo sa. Le note sono energia che mette a nudo la psiche e l’anima dell’ascoltatore, per entrare in connubio con l’artista, il quale fuoriesce dai canoni strutturali dell’ovvio, per entrare in un labirinto armonico astruso e colorato. La musica del cd è questo e se non avete paura, lasciatevi trasportare da questa energia, una volta tanto serve per liberare la mente.


 

Momento D’Estasi: Le composizioni più psichedeliche

Pelo Nell’Uovo: Bisogna essere preparati mentalmente per inoltrarsi in un viaggio Runaway Totem!