L'Antro di Ulisse Vol. XXII


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Recensioni: White Skull

"Will of the Strong"


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"Welcome"

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"Ten Years Like in a Magic Dream"

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"Gods Of Violence"

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“Wild Cat”


Intervista con i Saxon

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"Faces With No Traces"

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"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

L'Antro di Ulisse, Volume XI

L'ANTRO DI ULISSE

Tales from the NWOBHM, and more... Volume XII, a cura di 

 

BLOODY MARY

(Anno Zero)

Valery Records/Frontiers

 

VOTO – 85

PER  CHI ASCOLTA – gothic rock

 

Ho avuto il piacere di vedere il gruppo in azione parecchi anni f in occasione della presentazione del loro album di esordio e devo confessare di essere rimasto impressionato soprattutto dal singer Aldebran vero punto di forza pure di questo terzo album. Il sound generale del gruppo negli anni maturato moltissimo e  si ormai personalizzato grazie al mixing fra la dark wave inglese degli ’80, “Chase the Nowhere”, “So far Away” , “The 3rd Chance”ne sono l’esempio lampante,e gothic rock a l Him come ben testimonia del resto la piacevole melodia dell’arrembante “I Keep Pretending” che apre il lavoro.Lo spettro sonoro del gruppo comunque assai pi ampio e  se“Crawling” non pu non ricordare i Roxy Music pi rudi,la seguente “Did You Let me Down”unisce squisite melodie pop a maestose aperture sinfoniche,mentre “Concrete Jungle” rilegge in modo romantico e decadente i fin troppo caciaroni Rammstein.Se la suadente “Judith” ancora  vizioso gothic rock,la seguente “Frozen”ne esplora il  lato lugubre  ,pur rimanendo sempre e comunque assai dinamica nel suo incedere. In conclusione un ottimo lavoro sia dal punto di vista compositivo che esecutivo

                                       

    

 

PICCHIO DAL POZZO

(Live)

I Dischi dell’Espleta/Black Widow Records

 

VOTO – 90

PER CHI ASCOLTA – progressive rock

 

Aldo De Scalzi voce e tastiere,Paolo Griguolo flauto e chitarre, Andrea Beccari basso e corno francese e Giorgio Karaghiosoff flauto e sax  fondano il gruppo nei primi anni ’70,pubblicando  l’omonimo album nel 1976 e “Abbiamo Tutti i Suoi Problemi” nel 1980 per poi sparire fino al 2oo1

Data di pubblicazione di “Camere Zimmer Room” , “Pic- Nic@Valdapozzo” nel 2oo4 e “A-Live” nel 2oo8.Pic-Nic@Valdapozzo nel 2004.Questo dvd la testimonianza del concerto tenuto il 15 Gennaio 2011 al club “La Claque” di Genova  e vede in azione oltre  a DeScalzi e Griguolo  i migliori musicisti della scena contemporanea genovese quali Luca Cresta al pianoforte,Edmondo Romano al flauto, sax e clarinetto,Massimo Trigona al basso e Aldo Di Marco alla batteria.Attraverso brani quali “Merta,Coccomelastico, Il Presidente,Adriatico,Uccellin Del Bosco “ e l’inedito “Lindbergh”,il gruppo esplica il proprio particolarissimo progressive rock che  pur partendo dal jazz rock di gruppi quali Hatfied and the North,Gong,Soft Machine ma soprattutto Robert Wyatt ,congloba in s le melodie stranianti di Caravan e National Health e le vocals dissonanti di artisti quali Demetrios Stratos.Insomma,jazz rock certo di non facile ascolto ma affascinante nei suoi chiaro scuri pregni di malinconia.Il dvd poi completato da una sezione multimediale che spiega sia la storia passata che il presente del gruppo.

 

 

ASTROLABIO

(L’Isolamento Dei Numeri Primi)

Andromeda Relix/Lizard Records

 

VOTO - 85

PER CHI ASCOLTA – progressive rock

 

Michele Antonelli(voce, chitarra, flauto traverso), Massimo Babbi(tastiere),Paolo Iemmi(basso) e

Alessandro Pontone alla batteria,arrivano da Verona e nel loro lavoro d’esordio propongono un progressive rock di ottima fattura,assai dinamico nel costrutto  e piacevolissimo da ascoltare.

Ovviamente i punti di riferimento sono i gruppi del progressive italiano degli anni ’70,Jumbo su tutti,anche se poi gli episodi pi duri del cd presuppongono pure uno studio attento dei gruppi italiani degli ’80 quali ad esempio  La Locanda delle Fate. L’iniziale hard and prog con tanto di flauto in evidenza “ Stato Detto Tutto” comunque un ottimo coacervo fra  i Jumbo dai quali mediano pure i testi assai crudi, improntati sul sociale e il sound di Canterbury ,altro sicuro punto di riferimento del gruppo. “31 Aprile” ancor pi hard nel suo incedere sicuro e possente,in evidenza la chitarra di Michele,che spesso e volentieri mi ha ricordato pure  Balletto Di Bronzo e De DeLind.

Ancora ottime le vocals ancora di Michele e mi piacciono pure le onnipresenti ma mai invadenti tastiere di Massimo,comunque protagoniste  della seguente e onirica “Brie-Collage”grazie all’inciso di piano che accompagna le vocals, anche se poi il crescendo finale si innerva ancora di pregevoli imputs hard. Ma la seguente “Fotografie” che dimostra quanto il gruppo sia stato capace di fare proprio ,personalizzandolo,tutto lo scibile prog del passato:infatti se il costrutto sonoro riconducibile ai Pink Floyd,l’assunto generale del brano indissolubilmente legato al prog italiano,

con evidenti omaggi alla Premiata Forneria Marconi dei due imprescindibili lavori.Molto bella pure la seguente “Sono io o sono T” ,che alterna breaks melodici a ficcanti bordate di heavy prog che davvero attualizzano la proposta del gruppo.Da rimarcare per l’ennesima volta i testi ovviamente e rigorosamente in lingua madre come del resto dimostrano pure la dolcissima “Corso di Eurostima”

e l’heavy prog dell’epica e  “Servito”.Chiudono un ottima lavoro d’esordio,la dolce ma composita

“Non Ricordo” e la  riuscitissima cover di “Pugni Chiusi” con alle vocals  Raffaello Regoli”.La produzione ottima e la grafica pure…..Bravi!!!!!! 

 

MOTO ARMONICO

(Down To Timavo”

Andromeda Relics/Gtmusic

 

VOTO – 85

PER CHI ASCOLTA – heavy progressive

 

Secondo lavoro per il gruppo di Uccio Ghezzer(gtr) che accanto a Giampi Tomezzoli (bs),Christian

Pasini (keyboards) e Alessandro Veronesi on drums,presenta il nuovo singer Luca Adami per un sound che alterna heavy prog,l’iniziale “The Shadow”,a bordate hard and heavy  come nella seguente “Sand Holder”,spezzata comunque da inserti di prog sinfonica di ottima fattura,come del resto la comunque pesantissima “Revolution” che chiama in causa pure i miei amatissimi Threshold

Bello il duetto per piano and vocals che introduce “Arcana” squassata da imputs hard and heavy insolitamente oscuri e malinconici che si concretizzano nella seguente “Ipnothic Snake”.La title track  e la conclusiva “  Cracks” sono in pratica la summa cum laude del sound del gruppo:Imputs sinfonici,digressioni heavy prog e bordate di thrash progressivo ancora parecchio debitori ai Threshold ne fanno due piccoli gioiellini.Indiscutibile la bravura compositiva ed esecutiva del gruppo che comunque ha nel nuovo singer,assai duttile espressivamente,il vero punto di forza come del resto dimostrano l’oscura  “Life” e l’heavy prog sinfonico della sofferta “Nowhere”.Resta da dire che la produzione ottima e la grafica...Bravi pure questi!!!!

      

 

ADD

(A Dear Diary)

Valery Records

 

VOTO – 80

PER CHI ASCOLTA – alternative rock

 

Sotto l’acronimo ADD (Avvocati del Diavolo) si nascondono Larry (gtr,vox), andrew(bs,vox,keys)e

Riky on drums. Il sound che propongono un arcigno  rock ora corroborato da iniezioni di hard’n’roll come nell’iniziale “The Good,The Bad,The Un dead”,quando non contaminato da imputs stoner nella comunque vibrante “Lumberjackass”.La seguente “Nails” stravolto  e martellante rock di matrice alternativa e se “Lullaby” spumeggiante hard’n’stoner track ,la seguente “Evil-Mass” sodomizza in chiave modern il Sabba Nero,mentre “StraightJacket” un micidiale hard’n’roll che coinvolge sia Nirvana che Red Hot Chili Peppers.Davvero un gruppo versatile e dalle ottime capacit esecutive come del resto evidenziano pure la squassante “Thunderbird Lover” , la psicotica “A Definitive Excuse” e la martellante “Fireflies” e la nevrotica

“Der Sacrum” a cavallo fra Kyuss e ancora Nirvana.La conclusiva “After Doomsday” pur se appesantita da stranianti imputs modern,mette in luce pure come altra fonte basilare di ispirazione i primissimi Soundgarden.Lavoro vibrante e godibilissimo per chi ama le sonorit alternative rock.

La produzione ottima,ma la grafica fin troppo minimale per i miei gusti.

 

 

 

THE DIVINOS

(The Divino Code)

Valery Records

 

VOTO – 80

PER CHI ASCOLTA – crossover

 

Davvero da delirium tremens il nuovo progetto del vocalist Max Russo:sospeso fra Primis,l’iniziale “The Divino Code” e il crossover pazzoide della conclusiva “Vieni Via con Me” cover di Paolo Conte che naviga fra Go Go Bordello e System of a Down,si arricchisce pure dei ritmi etno della divertentissima “You Have to Give Respect!”. Se “I Live Just for the Best” la versione tecno rap dei Ramstein,la seguente “Doll’s Amore” sodomizza allegramente in chiave psycho musical cabaret

L’Alice Cooper di “Go to Hell”, mentre “Pull the Trigger”riduce in polpette il rock operistico di Meat Loaf,grazie anche allo stravolto flavour spaghetti western del brano.Non st scherzando ragazzi davvero uno spasso ascoltare la geniale world music di Max e la seguente “I Love Dangerous”,groove elettronici e Morricone sound in chiave Dub,ne la dimostrazione lampante,

senza dimenticare il “toccante” piano che sostiene la romantica “Criminal’s Confession”.Insomma

lontano anni luce dalla mia personale e anacronistica concezione musicale,ma sicuramente geniale e assai divertente...e in fondo la musica deve divertire...giusto???                                       

 

 

HELLCIRCLES

(Prelude To Decline)

Valery Records

 

VOTO – 85

PER CHI ASCOLTA – Heavy power

 

Davvero un debutto in grande stile quello di Marco Parisi(vox,keys),Roberto Fornaroli(gtr,vox),

Francesco Ravara(gtr),Danilo Arisi (bs)e Davide Ravara on drums. Fin dall’iniziale “Let Us Unite”

Si pongono in evidenza le due affilatissime asce e la possente sezione ritmica per una resa finale assai epica che nella seguente “Take Or Give Up” si arricchisce pure di debordanti accelerazioni.

L’ottima impostazione vocale di Marco,certo contribuisce  alla rendering dell’altrettanto possente “Turn Back Time” per poi sublimarsi nell’interpretare la sofferta “Like A Hero”,slow track di sicuro appeal anche se un poco scontata nell’assunto generale. “The Damage Done” ripristina in toto la violenza del trittico iniziale ponendo in evidenza l’intrecciarsi delle due chitarre e il debordante drumming di Davide,sugli scudi pure nelle seguenti “Our Drawing” e “Rise Again”.

L’epica“Prelude To Decline” prepara all’irrompere della conclusiva e devastante “Release Your Pride” che chiude l’ottimo lavoro di un gruppo che,dovr per necessariamente trovare nel futuro

Soluzioni sonore pi personali,sempre se ci sia possibile ….Per ora promossi a pieni voti.  

   

 

ETHERNA

(Forgotten Beholder)

Valery Records

 

VOTO – 80

PER CHI ASCOLTA – Heavy prog and power

 

Sei anni dopo Alessio Lucatti(all keyboards) riporta alla luce il suo gruppo che accanto al fratello Alessandro (guitars),presenta la nuova sezione ritmica di Marco Serani al basso e Matteo Amoroso on drums,con Alessio pure nei Vision Divine e prima ancora negli Eldritch.Il punto di forza del gruppo per il nuovo singer Andrea Racco che si presenta subito nell’interpretare la potente

“Thoughts” che alterna breaks melodici a sfuriate epic power.Stesse caratteristiche compositive pure per la seguente “Lady of the Bridge” che comunque si f notare per il bridge melodico che ne spezza l’incedere power a tratti sconfinante nello speed. “Forgotten Beholder” pur essendo altrettanto spinta nell’assunto sonoro generale si fregia di imputs etno-prog e discreti intermezzi melodici,con Alessio ovviamente in primo piano pure nella sognante “A Dream In Infinite Space”

Che introduce “Kill Me Now” e “Revelations” che seppur ottime sono entrambe fin troppo simili a Vision Divine e Rhapsody on Fire,almeno per i miei gusti.Di ben altro spessore la debordante e powerspeed “Death”, mentre troppo scontata la ballad “Night Flight” anche se l’inciso di piano veramente di buon gusto.Si torna al power con “Return From The Unknown Dimension” e l’ancor pi violenta “It’s Not A Goodbye” dal rutilante riffing guitars di base e se “A Color in the Rainbow” discreto heavy prog,la conclusiva “Three Of Cups” pone ancora l’ispirato piano di Alessio in primo piano per un’altra ballad tutto sommato gradevole all’ascolto.Insomma un buon lavoro sospeso fra Mind Odyssey,Dream Theather e Rhapsody on Fire che si giova pure di una produzione perfetta in ogni particolare. Bella pure la grafica.

          

 

 

EMIAN

(Acquaterra)  

Synpress44

 

VOTO – 100

PER CHI ASCOLTA – folk music

 

Alanna Egan(Anna Cefalo) irish harp e lead vocals,Emain Druma(Emilio Cozza)percussion,fiddle,

flutes e lead vocals,Rohan(Danilo Lupi)bass,irish bouzouki,Tin Whistle e Massimo De Feo al mandolino,sono 4 ragazzi di Avellino e interpretano alla luce della musica popolare della loro terra

il folk celtico di Scozia ed Irlanda. Eresia? Assolutamente no,in quanto pur conoscendo poco la musica tradizional popolare del sud,trovo che ben poco la distingua da quella erroneamente considerata pi colta ,della cultura celtica. Insomma il gruppo rilegge e personalizza  ,proprio in quest’ottica quanto proposto da Alan Stiwell e primissimi Clannad. L’introduttiva e dolcissima    “A Sailor’s Tale” davvero nulla ha da invidiare al gruppo di Maire Brennan,soprattutto quando al proscenio sale la celestiale voce di Anna, che aggiunge al tutto il tono fiabesco dell’ormai dimenticata Sally Oldfield.  La spumeggiante jiga di  “The Last King’s March” con influssi etno,unisce in una ideale danza senza tempo,contadini del sud,fuorilegge di Scozia e indiani Apache

mentre il  grazioso madrigale  “Haughs Of Cromdale” narra di furibonde battaglie nelle foreste d’Irlanda .L’agreste “Butterfly”,introduce la magica jiga “Mother’s Breath” con tanto di tamburi di guerra che ne sorreggono l’ipnotico e dondolante incedere con ancora Anna al proscenio con ai controcanti l’altrettanto ispirato Emilio. La rutilante “Dulaman” e l’ancestrale flavour mediovale della bellissima “Dance In Circle” riecheggiano danze senza tempo di braccianti del sud in gioiose sfide con contadini scozzesi ,mentre la conclusiva e altrettanto giocosa“Echu Eo Ar Mare”  ne suggella l’ideale alleanza contro padroni e fatica.Produzione e grafica sono fantastica e spero solo, con le mie misere parole, di essere riuscito a far capire la bellezza di questo gioiello. Per averlo

scrivere a  synpress44@yahoo.it 

 

 

PINO SCOTTO

(Vuoti Di Memoria)

Valery Records

 

VOTO -100

PER CHI ASCOLTA – hard and heavy’r’roll

 

Che Pino fosse un pazzo assolutamente fuori controllo l’ho sempre saputo ma che arrivasse fino a questo punto, proprio non me lo sarei aspettato.Per farla breve ,questo il capolavoro assoluto della sua carriera e non a caso,rilegge da par suo i brani che pi lo hanno influenzato, accompagnato o pi semplicemente divertito in quella che diventata la leggenda del rock made in italy.  Pu sembrare assurdo parlare di capolavoro per un album di sole cover,ma la grandezza di Pino st proprio nell’aver saputo trasportare di peso la canzone d’autore nel rock’n’roll e comunque visto che “non si vive di sole cover”l’album si apre con l’inedito “La Resa Dei Conti” boogie’n’roll da sballo con un testo al vetriolo che solo Pino poteva scrivere. “Il Chitarrista”del grande Ivan Graziani, l’omaggio al pi sottovalutato artista che l’italia abbia mai avuto:hard rock de luxe pesantissimo nell’incedere heavy con alla batteria  Tommy Graziani e il fratello Filippo alle backing vocals per una rendering complessiva da brividi,mentre “E  Se Ci Diranno”stravolge in chiave heavy’n’roll il classico di un’altro grande e incompreso artista dei primi anni ’70 quale Luigi Tenco.Se “Povera Patria” di Franco Battiato riproposta  in una sofferta chiave slow ,la seguente “Svalutation” del molleggiato nazionale  presentata in una deragliante chiave hard’n’heavy che scomoda addirittura “Detroit Rock City” dei Kiss .Ma a mio giudizio la palma della migliore cover spetta di diritto a “ Arrivata La Bufera” di Renato Rascel,letteralmente sodomizzata in chiave rock’n’roll che presenta alle backing vocals Drupi per una resa complessiva entusiasmante.Resta da rimarcare il fatto che i testi delle suddette canzoni,sono pure e purtroppo attualissimi e l’interpretazione di Pino a dir poco eccezionale e l’altro inedito “Rock’n’roll Core”il titolo propedeutico in tal senso ,ne conferma la grandezza d’artista che con “Heartbreaker Hotel” di Elvis “Still Got the Blues” di Gary Moore e “Hoochie Coochie Man” di Willie Dixon ,rende omaggio pure al blues da sempre suo compagno di vita.Completano un davvero grande lavoro “Stone Dead Forever” del grande Lemmy ospitante Blaze Baley e “Still Raising Hell” di Ted Nugent  entrambe devastanti heavy’n’roll ….ma adesso torno di corsa ad ascoltarmi…..” arrivata la bufera.. arrivato il temporale…”!!!Grazie di cuore grande Pino,erano secoli che non mi divertivo cos tanto!! 

 

 

UNREAL TERROR

(Hard Invasion)

Jolly Roger Records

 

VOTO – 90

PER CHI ASCOLTA – hard and heavy

 

Di nuovo in pista in questi mesi,il gruppo del grande bass player Enio Nicolini,pubblic questo lavoro nel lontano 1986 ovviamente sotto forma di vinile.Grazie a Antonio della J.G.R.rivede la luce in formato cd conservando intatto il suo ancestrale flavour pur godendo dell’ opportuna rimasterizzazione. Il sound degli Unreal Terror spaziava fra l’heavy speed tout court di “Fighter, Pulling The Switch” e “Waiting For The Light” e brani pi composite quali “Iron Curtain” dove

Digressioni dark ne spezzavano il brutale e velocissimo incedere.Nel mezzo troviamo “Topkapi”

Dal retrogusto Dark e improvvise esplosioni heavy speed,l’epic dark di “Lucy Cruel” e l’hard and speed di “Brainwashing”,anche se gioiellino del lavoro per senz’altro la bellissima “The End Of The Last Chapter”epic dark track che alterna momenti di dolce malinconia a squassanti esplosioni hard .A valorizzare la ristampa ci pensano pure 4 bonus tracks originariamente composte nel 1987 per un ipotetico secondo lavoro mai pubblicato fra le quali spiccano l’heavy hard di “Black Belt” che alterna  accelerazioni speed a digressioni ancora epic dark , l’epica e brutale “Ship Of Fools” e la martellante “Giant Of The Sea”.Da avere ragazzi!!!!!