L'Antro di Ulisse Vol. XXII


Intervista con i White Skull

Recensioni: White Skull

"Will of the Strong"


Intervista con i Thomas Hand Chaste

Recensioni: Where The Sun Comes Down

"Welcome"

Recensioni: Pandora

"Ten Years Like in a Magic Dream"

Recensioni: Black Star Riders

"Heavy Fire"

Recensioni: Kreator

"Gods Of Violence"

Recensioni: Danko Jones

“Wild Cat”


Intervista con i Saxon

Recensioni: Paolo Siani ft Nuova Idea

"Faces With No Traces"

Recensioni: Ted Poley

"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

L'Antro di Ulisse, Volume XIV

L'ANTRO DI ULISSE

Tales from the NWOBHM, and more... Volume XIV, a cura di 

 

DOOMRAISER

(Reverse)

Bloodrock Records/Black Widow distribution

VOTO – 100

PER CHI ASCOLTA – Heavy doom

L’ingresso dei due nuovi chitarristi Montagna e Serpico non ha mutato di una virgola il sound del gruppo capitolino anzi,se il precedente “Mountains Of Madness” si ammantava spesso di sonorità

Psycho prog,il nuovo lavoro riporta tutto alle selvagge e primordiali atmosfere del primo lavoro ,in virtù di un sound assai più heavy e compatto grazie proprio al riffing guitars dei due nuovi addetti al culto del dooomraiser,non per nulla rivolto di spalle sulla magnifica cover…Il fatto che guardi al passato presagendo il futuro  a mio modesto parere è pure ben rappresentato dall’iniziale e potentissima “Addiction” che alterna digressioni  doomy , squarci  epic metal dominati da solo guitars di rara efficacia  e ferocissimi breaks accelerati di matrice heavy dark.Da rimarcare subito la maiuscola prova di Cynar ,vocalist in grado di alternare cavernosi growls e magniloquenti vocals oserei dire …quasi umane.Uno straziante violino introduce la seguente “Mirror Mirror”,nella quale trovano la loro catarsi  Saint Vitus e Cathedral,in virtù di un assunto sonoro epico e funereo al tempo stesso, e in questo caso sugli scudi troviamo crocifissi Bj e Pinna,bass and drums, che mi hanno ricordato spesso e volentieri la premiata ditta Butler and Ward.Forse il brano migliore del lavoro,in quanto totalmente asservito ai Black Sabbath…rivisti proprio nell’ottica dei due gruppi precedentemente menzionati e questo in fondo,è il maggior pregio di questi 5 pazzoidi come del resto ben dimostra la seguente “Ascension 6 to 7” altro autentico moloch di epic doom violentato da

Turgidi  breaks heavy dark sui quali svettano lancinanti solo guitars con Bj mai così ispirato.  

“Apophis”adombra pure influenze stoner pur rimanendo nel black Book dei Sabbath, nel quale trova degno posto pure la maligna “In Winter”,ancora Cynar in versione umanoide sugli scudi,splendido esempio di epic doom nell’incedere pachidermico e drammatico pur se le due chitarre donano al tutto un flavour heavy dark da sballo che si esplica nei lisergici breaks a tratti rimembranti pure il miglior Danzig. La conclusiva “Dio Inverso”(Reverse) alla parte iniziale space and prog,contrappone un crescendo mefistofelico e dannatamente epic doom come solo i Doomraiser sanno fare……la produzione è ottima e la grafica pure…..BUY or Die!!!!!       U.C.

    

                                       

    

 

SMEGMACHINE

(Smegmachine)

My Own Poison Music

VOTO – 70

PER CHI ASCOLTA – hard rock

Manuel Fracasetti alla voce,Luca Terzi e Fabio Tiraboschi alle chitarre,Stefano Meli al basso e Nicola Sertori alla batteria,provengono dalla provincia bergamasca e sono all’esordio,con un lavoro

Tutto sommato convincente nel suo proporre hard rock in lingua madre. Se “Sotto Tana”è praticamente perfetta nell’assemblare corroborante musica e testi,la seguente “Acque Torbide” pur

Musicalmente piacevole nel suo essere hard’n’dark,non è del tutto perfetta proprio in tal senso.Buono al contrario il rock alternativo di “Sterile” che in qualche modo mi ha ricordato i primi Verdena,mentre l’hard tout court di “In Caduta Libera” è ottimo. “Mantide” mette in evidenza ancora una volta le latenti influenze dark del gruppo,per un assunto sonoro tutto sommato piacevole

Mentre “Tsunami” è un pesantissimo hard venato di blues con venature prog,con l’assai dinamica “Baby Blues” il gruppo mostra davvero di saperci fare quando c’è da picchiare duro,come del resto dimostra pure “Endovena” certo influenzata dai Nirvana,ma davvero ben fatta,mentre la conclusiva “Autunno” nulla toglie ne aggiunge ad un buon lavoro di debutto.Mi permetto un consiglio ragazzi,picchiate picchiate duro e senza tanti fronzoli perché le capacità per farlo le avete!!!Per averlo contattare  smegmachine.rockband@gmail.com                                                      U.C. 

 

 

EPITAPH

(Crawling Out Of  The Crypt)

HRRecords

VOTO – 100

PER CHI ASCOLTA – Heavy doomy and dark

Fondati nel lontano 1987 dai due ex  Black Hole Mauro Tollini on drums e Nicola Murari ora al basso,riuscirono solo a pubblicare tre demo ,conservo come una reliquia “Lord Of Evil”,prima di essere risucchiati nell’oscurità da dove erano venuti.Solo ora ne riemergono con una nuova line up che annovera Lorenzo Loatelli alle chitarre e il carismatico vocalist  ex All Soul’s Day  Emiliano Cioffi.Proprio la ieratica voce di Emiliano è il punto di forza dell’iniziale “Beyond The Mirror”

Granitica heavy dark track che fin da subito mette in evidenza quali siano le coordinate sonore del gruppo:Black Hole,i Death SS di Paul Chain da un lato e Trouble e Witchfinder General e ovviamente Black Sabbath dall’altro.Il risultato è un brano grandioso che alla potenza dell’heavy assomma la grandeur del dark ,il tutto però personalizzato da un retrogusto progressive tipico dei grandi gruppi dei ’70 italiani,primo fra tutti il Rovescio Della Medaglia del fantasmagorico “Io Come Io”.Ad impreziosire il tutto ci pensa l’epico salmodiare di Emiliano che da solo sorregge il perverso incedere di “Ancient Rite”,solenne heavy dark track intrisa di malate incursioni nell’epic metal che trova compimento e catarsi nel lisergico e doomy break centrale. “Sacred and Prophane” è doom allo stato primordiale,pur graziato da velate propensioni prog con le guitars di Lorenzo sugli scudi che  nella parte finale annovera pure un duello rustico alle vocals fra Emiliano e il suo maestro Gianni Nepi dei Dark Quarterer.Su tutti e tutto aleggia il fantasma dei Candlemass più criptici,che si impossessa poi della seguente “The Battle Of Inside” truculenta track di selvaggio heavy doom  che non chiede ne concede misericordia alcuna ,neppure quando osa rivaleggiare con il Sabba Nero e le sue micidiali digressioni. “Daughters Of Lot” è dannatamente doomy and dark pur se la complessa struttura è di matrice epic and prog e qusto grazie sia al basso di Nicola che alle ispiratissime guitars di Lorenzo senza ovviamente dimenticare la teatrale interpretazione di Emiliano.Se “Loser One” è stranamente heavy classic,seppur contenente un break centrale dark and speed,la seguente e stupenda “Necronomicon” tratta dal bellissimo demo “Lord Of Evil”è sofferto heavy dark squassato da digressioni doomy,la conclusiva “Confuse The Light” si attesta su coordinate dark and doomy,pur essendo da un lato legata a doppio filo al lato oscuro della Nwobhm

Senza rinnegare la sua appartenenza al Black Book dei Sabbath.La produzione è perfetta e l’artwork del digipack ottimo…devo aggiungere che l’edizione in vinile contiene pure un brano inedito.

Per concludere………….BUY or DIE!!!!!!!!!!!!!!!!                                                                 U.C.

 

 

ABBOT

(Between Our Past And Future Lives)

BloodRock Records/Black Widow distribution

VOTO – 80

PER CHI ASCOLTA – Hard rock ‘70

Vengono dalla Finlandia e propongono hard rock, completamente asservito agli anni ’70  e in tutte le suo possibili diramazioni. Infatti se l’iniziale “Child Of Light” è un magnetico rock blues ispirato dai Mountain.la seguente “Diamond Heart” e l’altrettanto pesantissima title track sono possenti hard’n’roll  chiaramente ispirate dai Blue Cheer.Se “Grave Encounters” è ancora bluesy nel costrutto,si avvertono influenze psycho rock certamente debitrici ai Pink Fairies cosa questa ben più evidente in “Mr.Prowler”. Molto bella pure l’assai dinamica “Moonsnake Child” che assomma Deviants e Cream,mentre “Supermind” è hard rock all’ennesima potenza anche se il cantilenare delle vocals rimembra non poco ancora i Deviants.Se il blues ruspante di “Mr.Prowler Man” mette allo scoperto pure l’altra primaria fonte di ispirazione del gruppo, i Free di Paul Kossoff,la conclusiva e ancora maledettamente  rock’n’roll “Keep On Moving” è la summa cum laude del credo musicale del gruppo.La produzione è perfetta e il dgp veramente accattivante..        U.C.   

      

 

IL BALLO DELLE CASTAGNE

(Live in Studio)

Private Press

VOTO – 100

PER CHI ASCOLTA – Progressive rock

Dopo l’ideale trilogia costituita da “108”, “Kalachakra” e “Surpassing all other Kings” e in attesa del nuovo  lavoro,il geniale gruppo  della premiata ditta Vinz Aquarian on vocals e Diego Banchero

Al basso,immette sul mercato questo cd,in formato 45 giri la cui unica pecca è di essere purtroppo edito  in sole  108 copie . Dico purtroppo perché questo live registrato ai Nadir Studio di Genova nella primavera dello scorso anno,oltre ad essere una sorta di best of dei lavori appena citati è pure la summa cum laude del credo musicale del gruppo genovese .Infatti se l’iniziale “Tema Di Gilgamesh” è un marziale epic /prog innervato da imputs dark,la seguente “La Terra Trema” è un oscuro progressive rock che ingloba influssi psichedelici e Krautrock, il tutto riletto in chiave hard & heavy grazie alle guitars di Davide Bruzzi e Roberto Lucanato,guidate con sapienza dal pulsare del basso di Diego,per un finale di brano al calor bianco.Nella seguente “Il Viaggio”,ottimo  esempio di psycho prog,impreziosito da breaks space and fusion,si ergono ancora le spiritate vocals di Marina Larcher che caratterizzano pure la saettante “Odore Di Benzina” tratta dall’album “Derive” degli Egida Aurea”,altro progetto dei due pazzi in questione. Sulla malinconica “I Giorni Della Memoria Terrena” si ergono ieratiche le vocals di Vinz e solos guitars da brividi,ancora supportati dal magico basso di Diego e dall’essenziale ma efficacissimo drumming di Fernando Cerchi.Bellissima  e riletta in chiave heavy space la cover  di “Areknames” tratta da “Pollution”,il secondo album del primo geniale Franco Battiato .Se l’onirica “Omega” è ancora immolata sull’altare del Krautrock di Popol Vuh e Amon Duul,anche se violentata da un seconda parte ancora hard and heavy,la conclusiva “Fire in the Sky” del gruppo americano Yahowha 13 è un garage rock sanguigno e brutalmente hard and blues che mette in risalto tutte le capacità esecutive di un gruppo veramente  straordinario!Fatelo vostro ragazzi ragazzi  finchè siete in tempo ..  U.C.

 

 

 

IL BALLO DELLE CASTAGNE

(Soundtrack For Unrealised Herzog Movie)

SPQR label

VOTO – 100

PER CHI ASCOLTA – Progressive rock

In concomitanza con il Live in Studio,esce questo nuovo lavoro del gruppo di Diego Canchero,presente solo in veste di produttore, e Vinz Aquarian, con quest’ultimo gran cerimoniere alle keyboards and vocals, di un lavoro si sperimentale ma comunque non lontanissimo dal sound del Ballo.Infatti collaborano alle musiche Marco Garegnani e Roberto Lucanato alle chitarre,nonché Jo Jo primo drummer del gruppo senza dimenticare la partecipazione alle backing vocals di Maethelyiah  de Il Segno Del Comando.Fin dall’iniziale  e propedeutica “In The Garden Of Popol Vuh” si evince tutta la devozione di Vinz Per i Corrieri Cosmici teutonici degli anni ’70 e ’80.Space and prog affascinante che nella seguente “Lentus In Umbra” si colora di sonorità orientali e assai vicine al folk.Bellissima la nuova versione di “Il Pianto Di Cristo In Gerusalemme”già presente nel cd di esordio del gruppo,nella quale allo space prog si assommano umori  cantautorali che in “Profumi D’Oriente” si colorano pure di una sottile veste hard and dark pur rimanendo in equilibrio fra sonorità orientali e  cabaret occidentale.La conclusiva “Sicut In Caelo” è dolcisimma nel suo incedere sinuoso e sognante sulle note di un inciso di piano di rara intensità emotiva,sul quale si erge il recitativo melodrammatico di Vinz.Anche questo da avere assolutamente ragazzi.    U.C.

                     

                              

 

 

IL FAUNO DI MARMO

(The Rebus Years :2001-2012)

Andromeda Relix

VOTO – 75

PER CHI ASCOLTA – Progressive Rock

Questo esaustivo doppio cd,contiene i due album autoprodotti del gruppo di Luca Sterle (voce,flauto and Sax) Valerio coltella e Alessandro Visintin (chitarre),Alex Komic on keyboards nonché  Alberto Ballare on bass e Luca Carboni alla batteria,   appunto sotto il monicker The Rebus,opportunamente rimasterizzati e rimirati. Il genere proposto allora come ora del resto, è un progressive elegante,mai prolisso e fortemente caratterizzato dal Flauto di Luca Sterle come nell’iniziale “Ronchi Calibro P.N.P” e nella seguente “Donegal” anche se poi episodi come “Piccola Colomba Bianca” e “L’ultimo Viaggio” richiamano la prima le Orme e la seconda i New Trolls  dell’iniziale peridodo beat. Altri brani di rilievo di “Rebus” del 2oo5, sono pure “Lui è Come Gli Altri” a cavallo fra Delirium e sperimentazioni jazz and fusion.,l’hard and prog di “Ghetto Mama” e l’ancor jazz and fusion “Cogito Ergo Sum”. Il secondo cd contiene “Acroterius” originariamente edito nel 2oo5 è aperto dall’hard and prog della spumeggiante “Il Vecchio e il Cane”,mentre non mi piacciono molto le seguenti “The Rebel”, “Avatara” e “Three Women Blues” che pur musicalmente valide in diversa misura,segnano un discutibilissimo passaggio alla lingua inglese. “The Gentleman Song” e “Metamorphosy’s” sono  al contrario  pregevolissimi strumentali che assomma in se tutte le migliori caratteristiche del sound dei The Rebus,che poi confluiranno ne Il Fauno Di Marmo. Bella pure “La Battaglia di Kosovo-Polje”intrisa di sonorità etno balcaniche ,

mediate da imputs jazz  e improvvise sfuriate hard and prog.Chido questo secondo cd l’inedito

“About To Die” de IL Fauno Di Marmo. U.C.

   

 

THE ONEIRA

(Hyperconosciuous)

Musea Record/Andromeda Relix distribution

VOTO – 85

PER CHI ASCOLTA –  Heavy Progressive

Secondo album per il talentuoso chitarrista greco Filippos Gougoumis,che si avvale per l’occasione della collaborazione di Gianpaolo Begnoni alle keyboards,Danilo Saccotelli on drums e del singer

Manuel Ruscigno,nonché degli ospiti Oliver Philipps on guitars,keyboards e vox e Charlotte Wessels on vocals.Il genere proposto è un composito heavy prog fra Dream Theater e Rush anche se spesso e volentieri fanno capolino le tentazioni sinfoniche dei Kansas come nell’ottimo strumentale a titolo “Puzzle”,preceduto dal power prog della comunque assai melodica “Closer”.

Se “Summer Light” è prog melodico di ottimo livello,con latenti riferimenti pure agli Yes ,la seguente “Esoteriko”è un altro discreto strumentale di heavy prog alla Rush,mentre la dolcissima “Forget Me” è magnifica nel suo essere a cavallo fra Kansas,Rush e ancora Yes .Se “Face the Darkness” è heavy prog allo stato selvaggio,la seguente “Mater”è prog melodico e precede un altro pregevole strumentale a titolo “In My Mind”.Bella pure la conclusiva “Ocean Of Rebirth” che è la summa cum laude del sound del gruppo.Nulla di nuovo sotto il sole ma comunque un disco assai piacevole da ascoltare,anche grazie all’ottima produzione. U.C.

          

 

 

BORNIDOL

(Bornidol II)

Autoproduzione/Andromeda Relix Distribution

VOTO – 75

PER CHI ASCOLTA –  Hard rock progressivo

Secondo lavoro per il gruppo bresciano di Paolo Gatti voce e tastiere,Massimo Colosso alle chitarre,

Francesco Fregoni e David Garletti rispettivamente basso e batteria.Non conosco il lavoro d’esordio ma questo nuovo lavoro è influenzato sia dai Deep Purple,per l’uso dell’hammond e i continui duelli chitarra/tastiere ,sia dal prog italiano più hard dei settanta,con una particolare predilezione per Il Balletto Di Bronzo e i Jet.L’iniziale e assai dinamica “Mezzaluna” è propedeutica in tal senso,mentre “Sognare….Viaggiare” è “solo” progressive rock  ,inficiato almeno a mio giudizio da un cantato troppo prolisso.Altri brani di rilievo sono senz’altro l’hard rock spumeggiante de “La Tempesta” e “I Banchettatori Di Corte” e la conclusiva “Demoni” dove torna prepotente l’influenza del gruppo di Ian Gillan….Da ascoltare…………U.C.

                                                        

THY GATE BEYOND

(Enemy At The Gates)

SG Records

VOTO – 90

PER CHI ASCOLTA – Thrash and speed

Torna il gruppo dell’immarcescibile Guido D’Agostino on guitars,Silvione Flamini on vocals,

Fabrizio Carota on bass e Matteo Giancristofaro.Inutile dire che il gruppo procede nella sua personale rilettura del sacro verbo di Nuclear Assault,Exciter e primi Exodus,dando vita a devastanti tracks  quali “Enemy At The Gates” e “ The Blade In My Flesh”.Se “Back From The Gate Beyond” è speed all’ennesima potenza,la seguente “For Whom The Storms Evoke”è thrash and speed,bissata dall’altrettanto dinamitarda “My Brain Is Dead…Reactivate it’s Too Late”.

“Under Iron Skies”concede un attim odi respiro pur rimanendo violentissima,come lo sono del resto

“The Culprit Chaos”, “Horror Paradise” thash allo stato puro e la conclusiva bonus track “Parabellum”.Grande la perizia esecutiva e compositiva del gruppo e davvero ammirevole la dedizione di Guido and Company al genere.Bella pure la produzione…e accattivante l’artwork per un cd da avere.Richiedere a      www.sgrecords.it.  Bravi!!!!!!!!                   U.C.

 

UT NEW TROLLS

(Live@Puccini.Fi)

Black Widow records

VOTO – 95

PER CHI ASCOLTA – progressive rock

Ennesima reincarnazione del gruppo che ho amato di più da sempre, anche se la mancanza del grande e insostituibile  Nico Di Palo…..mi ferisce il corazon.Comunque ,del gruppo storico  sono presenti solo Gianni Bellino,batteria /voce e Maurizio Salvi alle tastiere e cori,accompagnati da Claudio Cinquegrana alle chitarre,Stefano Genti alle tastiere,Paolo Zanetti basso e Umberto Dadà alle vocals,con l’ospite Elisabetta Garetti al violino.Se l’iniziale “I Cavalieri Del Lago Ontario”,è splendido esempi odi rock progressivo ,la seguente “L’Amico Della Porta Accanto” è durissimo hard rock ,mentre davvero non hanno bisogno di presentazioni “Allegro,Adagio,Cadenza e Improvvisazioni Nella Sala Vuota” tratte da “Concerto Grosso nr.1”,primo fulgido esempio di fusione fra  prog rock  e musica classica .Da Concerto Grosso nr.2” sono tratte invece “Vivace,

Andante(Most Dear Lady) e Moderato(Fare you Well Dove),anch’esse validissime . “Paolo e Francesca” e “ Chi Mi Può Capire” sono struggenti nel loro essere dolcissime ma pregne di imputs

Jazz and prog. “C’è Troppa Guerra” è monumentale hard and prog,anche se la mancanza di Nico davvero mi impedisce di gustare questo superbo capolavoro.”Oltre Il Cielo” è tratta dall’ultimo lavoro del 2013 mentre la conclusiva “Quella Carezza Della Sera” certo non ha bisogno di presentazione alcuna.Ottimo concerto al Teatro Puccini di Firenze”il 16 ottobre 2014,immagini e suono perfetti……prestazione di tutti i musicisti ottima…ma….   U.C.