L'Antro di Ulisse Vol. XXII


Intervista con i White Skull

Recensioni: White Skull

"Will of the Strong"


Intervista con i Thomas Hand Chaste

Recensioni: Where The Sun Comes Down

"Welcome"

Recensioni: Pandora

"Ten Years Like in a Magic Dream"

Recensioni: Black Star Riders

"Heavy Fire"

Recensioni: Kreator

"Gods Of Violence"

Recensioni: Danko Jones

“Wild Cat”


Intervista con i Saxon

Recensioni: Paolo Siani ft Nuova Idea

"Faces With No Traces"

Recensioni: Ted Poley

"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

Intervista: Dark Horizon

Intervista con i DARK HORIZON

Un battagliero angelo mascherato comparve d’improvviso all’orizzonte…

di

Bentornati ragazzi anche se per il prossimo lavoro spero proprio di non dovere aspettare

ancora 6 anni, alla mia età sapete com’è…

(Alex) : “Ciao Ulisse! Anche noi speravamo di tornare sul mercato in un tempo un po’ più…ragionevole, ma per una band come la nostra, che non vive solo di musica, si tratta di tempi di normale gestazione per produrre un disco al top. La stesura dei brani che vanno a comporre “Angel Secret Masquerade” è durata un anno ed è iniziata nel 2006, al termine della promozione di “Dark Light’s Shades” che ci ha visti impegnati in due tour in terra tedesca ed in importanti live di supporto a band come Royal Hunt, Grave Digger, Rebellion, Chinchilla. Alla fine del 2007 siamo andati ai Finnvox, ad Helsinki, a registrare l’album, che è stato completato l’anno seguente in Italia con l’aggiunta di un quartetto d’archi e di un violino solista in fase di arrangiamento. Nel 2009 è stata poi la volta del mastering sempre ai Finnvox, per mano del grande Mikka Jussila. Come puoi vedere di tempo ne è passato, ma non siamo rimasti con le mani in mano. Comunque puoi stare tranquillo, siamo già al lavoro sul prossimo album che dovrebbe vedere la luce nel 2013!”


Dall’acerbo “Son of Gods”,allo splendido “Angel Secret Masquerade” passando per il

magnifico “Dark Light’s Shades”, quanta strada avete fatto ragazzi...

(Daniele) : “Sono trascorsi dieci anni dalla pubblicazione di “Son Of Gods” e ne è passata di acqua sotto i ponti. Il primo album era un concentrato di power metal sinfonico e rappresentava l’attestato d’amore da parte di ragazzi di vent’anni per il proprio genere preferito. Dietro al microfono c’era un altro vocalist ed il modo di comporre era ovviamente diverso, ma quello che siamo ora lo dobbiamo anche al nostro primo album e allo spirito che respirava in Italia in quegli anni nell’ambiente metal. “Dark Light’s Shades” vede la presenza di Roberto alle voci ed il suo ingresso nei Dark Horizon ha conferito una marcia in più in fase di songwriting. C’è stata la collaborazione con Sascha Paeth ed il passaggio ad un metal melodico maggiormente raffinato, più vicino se vogliamo al sound dei Kamelot. L’ultimo nato, “Angel Secret Masquerade”, rappresenta l’ulteriore passo in avanti della nostra musica, dove abbiamo amplificato la nostra attenzione per i particolari, con tanta melodia, assieme alla cura per gli arrangiamenti e ritmiche variegate e possenti”.


 

Eppure a mio giudizio avete ancora immensi margini di miglioramento perché se l’iniziale “Empty Mirror” è terremotante hard rock, “Liar” è al limite del class metal e “Far Away” è micidiale heavy melodic speed a là Pretty Maids nel mezzo…

(Alex) : Siamo i primi ad essere convinti che la nostra sia una musica in divenire. Non pensiamo di avere trovato una formula definitiva per il Dark Horizon – sound ed è per questo che siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni in fase di songwriting, componendo con la mente aperta. In “Angel..” le canzoni sono piuttosto cangianti, pur mantenendo il nostro marchio di fabbrica, e spaziano da episodi maggiormente progressivi nella sezione ritmica (la stessa opener “Empty Mirror”) a momenti più ariosi, ai limiti dell’ hard rock. Non mancano ovviamente alcuni richiami al power metal di classe, che resta comunque nelle nostre radici ed è ben presente in “Far Away”, ma ci sono anche alcuni accenni di quello che sarà forse il nuovo corso, come in “My Life” e “It Takes A Miracle”, due brani che poggiano su riff massicci e su tempi medi dal grande impatto emotivo”.

 

Se “Where have the Angels Gone” è la summa cum laude del sound degli Horizon’s targati

2011, “Battle Rages On” può esserne il futuro sviluppo?

(Alex) : “Where Have…” doveva essere la title track dell’album, perché avevamo capito subito ascoltandola in fase di mixaggio, che era in grado di abbracciare tutte le sfaccettature dei Dark attuali, con il suo refrain epico e martellante, che si stampa subito in testa e gli arrangiamenti boombastici, amplificati dal quartetto d’archi che li ha suonati. “Battle Rages On” è stato invece l’ultimo brano del lotto ad essere stato scritto, venuto fuori di getto in sala prove e così rimasto anche dopo le preproduzioni, per non perdere per strada la freschezza in fase di composizione che si era creata in quel preciso momento. Non sappiamo se nel prossimo disco, che è in fase di stesura, ci saranno episodi vicini a “Battle..”, ma non escludiamo davvero nulla”.

 

Menzione particolare merita “The Age of the Light” a mio giudizio purissimo class metal

graziato da una linea melodica a dir poco incantevole…

(Alex): “Age Of The Light” è un brano che ci ha fatto discutere parecchio, perché presenta smaccate influenze hard rockeggianti, soprattutto nella linea melodica. Abbiamo provato diverse varianti a livello di arrangiamento per renderlo, se vogliamo, più metal, ma alla fine tornavamo sempre alla versione originale, perché è quella che funziona maggiormente. In fondo la bellezza della canzone è proprio legata alla leggerezza della melodia”.

 

Devo però altresì confessarvi che della conclusiva “End of the Days”, apprezzo solo l’inciso

di piano che la caratterizza.

(Alex): In “End..” c’è tutto l’amore che nutro per il mitico Jon Oliva. Quel riff di pianoforte, che apre le porte ad una cavalcata metallica è quanto di più vicino ai Savatage ci sia mai capitato di scrivere. La song è stata posta volutamente in chiusura del disco proprio perché si tratta di un incipit, amplificato dal piano solista che ci conduce al termine di “Angel..”. Il finale con quell’inciso lasciato in sospeso invita l’ascoltatore a ripartire dall’inizio nell’ascolto dell’album e a noi a ricominciare proprio da lì a raccontare altre storie con la nostra musica”.

 

Alessandro, pur constatando l’incredibile miglioramento tuo e di Daniele sia a livello

compositivo che esecutivo e preso atto del fatto che Luca è diventato un drummer di valore

assoluto, non posso nascondere la mia totale devozione per Roberto.

(Alex) : La forza della band in tutti questi anni è stata di rimanere compatta, sempre e comunque, evitando di avere primedonne all’interno di una line-up, che da oltre dieci anni è rimasta immutata. Non ci siamo mai considerati dei fenomeni, ma mettiamo nella nostra musica tutta la passione, il sudore, il sangue che abbiamo dentro e sono convinto che ciò sia sempre arrivato all’ascoltatore. In fase compositiva teniamo conto delle influenze di tutti, ma soprattutto abbiamo trovato una via giusta, che permette di valorizzare al massimo le capacità di ognuno. Siamo consci di avere un vocalist dotato di grandi capacità espressive e di un timbro che si distingue tra mille altri, per questo cerchiamo di lasciarlo esprimere a briglie sciolte, lavorando poi in fase di arrangiamento per non lasciare nulla al caso”.

 

Parlatemi dei testi e della eventuale loro correlazione con la stupenda cover del digipack.

(Roberto) : E’ un piacere notare come la tua sensibilità colga sempre nel segno, perché esiste una certa connessione tra i testi e la cover. Inizialmente avevamo pensato di utilizzare come copertina dell’album un’opera di un pittore pavese, Stefano Moroni, che ebbi l'occasione di conoscere qualche anno or sono e che si innamorò delle tematiche del disco al punto di volerle rappresentare su tela. Egli raffigurò un intenso abbraccio tra un demone ed un angelo con alle spalle una città post atomica, che vedeva gli ultimi angeli allontanarsi dalla terra. Una volta siglato il deal con l’Underground Symphony, Maurizio Chiarello ci propose di utilizzare questa splendida cover di Ricky Androni e così mi venne l’idea del titolo “Angel Secret Masquerade”, che si sposa perfettamente con testi e copertina. La maggior parte delle tematiche riguardano l'eterno conflitto tra il bene ed il male in quest'epoca di continui e repentini cambiamenti che sembrerebbero snaturare la natura umana, ormai sempre più allo sbando e facile preda di dubbi valori e falsi ideali. La maschera rappresenta così l'ambivalenza tra la parte angelica e quella demoniaca, tra la luce e l'oscurità, a noi scegliere da che parte stare.... cercare di intuire se la vita che stiamo vivendo sia la migliore delle vite possibili o solo l'ennesimo inganno che giorno dopo giorno noi stessi stiamo alimentando. Ma quale angelo sceglierebbe di nascondersi dietro una maschera...?
 

Avete registrato e masterizzato il tutto nei prestigiosi Finvox Studios……

(Luca) : “L'occasione era troppo ghiotta, avevamo prenotato negli studios più importanti d' Europa e volevamo sfruttare al meglio le sue potenzialità. La struttura immersa in un bosco altamente suggestivo ed i macchinari ultramoderni sono solo il punto di partenza di quella che è stata la vita da studio, che abbiamo assaporato intensamente. Difficilmente dimenticheremo quando ci siamo messi ai fornelli per preparare la pasta per tutti, le lunghe passeggiate fatte nei boschi per scaricare la tensione delle registrazioni, i caffè bevuti ai divanetti incrociando personaggi importanti della scena musicale internazionale sempre prodighi di consigli. Al ritorno da Helsinki al termine di10 giorni di intensissimo lavoro mancavano i soli, le voci e il quartetto d' archi che abbiamo registrato a Piacenza all'Elfo Studio. Dopo il mixaggio di Daniele ci siamo affidati alle sapienti mani di Mika Jussila per il mastering ed essere stata la prima band italiana a registrare ai Finnvox è per noi motivo di grande orgoglio!”

 

Concludete come meglio vi pare questa , spero piacevole, chiacchierata…

(Alex): Prima di tutto vogliamo ringraziare te Ulisse, per lo spazio che ci hai concesso in tutti questi anni in cui Flash ci ha visto crescere fin dal primo demo, senza dimenticare Maurizio Chiarello e l’Underground Symphony per il costante supporto e le opportunità che sta concedendo ai Dark Horizon. Vogliamo invitare i nostri fans o coloro che ancora non ci conoscono a seguirci sui nostri canali ufficiali (www.darkhorizon.eu, www.myspace.com/darkhorizonitaly ) perchè ci sono alcune novità che bollono in pentola. Prima fra tutte l’uscita nel 2012 della ristampa dell’ormai esaurito “Dark Light’s Shades” in versione deluxe per festeggiare i 15 anni dei Dark Horizon, con una veste grafica tutta nuova e l’aggiunta di un bonus cd, contenente “Dark Live Shades”, concerto registrato in Germania in occasione dell’Headbangers Night festival a cui abbiamo partecipato. Glory To The Lord!”