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Intervista: THOMAS HAND CHASTE

Interivista ai THOMAS HAND CHASTE

 

di

 

01.Innanzitutto spiegami lo strano Moniker adottato………………

 

T.H.C:Innanzitutto ciao Ulisse:la denominazione del nostro progetto è stata ideata da Alex senza che avessimo nemmeno ancora parlato su cosa orientarsi e mi ha trovato pienamente d’accordo.

L’unica mia condizione era che il nome avesse un preciso e proprio significato specifico,un concetto finito insomma, che non lasciasse spazio ad ogni altra e arbitraria interpretazione,ed infatti mi sembra proprio che non possano esserci equivoci di sorta sul significato intrinseco dello stesso.

Fisicamente parlando siamo ambedue sul viale del tramonto,io molto più di Alex per la verità e al riguardo purtroppo nessuno può farci niente,è una pura e ineluttabile questione anagrafica.

Intendiamoci però,questo non vuol dire che siamo prossimi alla morte fisica,ma che sicuramente siamo entrati nella parabola discendente della nostra esistenza e altrettanto sicuramente abbiamo vissuto più di quanto ci resta da vivere.Questo significa W.T.S.C.D. e in ultima analisi il concetto che dovrebbe essere fatto proprio è pure un dato di fatto che ti possa permettere di andare avanti con cognizione di causa,senza sprecare nulla di quello che ti si presenta davanti(non stò parlando comunque di eccessi vari),di conoscere cioè cose nuove,nuove teorie e nuovi pensieri che ti aiutino a progredire nel tuo piccolo senza abbruttirsi nella vecchiaia fisica e soprattutto mentale.Questa è la direzione nella quale stanno andando due che come noi hanno anni di underground sulle spalle e che per fortuna vogliono e riescono a dire la loro senza nessun vincolo anche nei confronti dei nostri trascorsi più noti.Insomma ,questo nuovo progetto è in pratica un “Dialogo-Percorso” musicale e personale non ancora giunto al termine.

 

02.Ancor più straniante la grafica,visto il contesto sonoro del lavoro…………..

 

T.H.C:Dunque,innanzitutto questa storia della copertina mi ha un poco stancato.Non ce l’ho con nessuno in particolare ma voglio mettere bene in chiaro che ho avuto anche troppe discussioni sulle copertine del passato e su questa in particolare,arrivando persino a trascurare la musica per una sterile polemica sulla validità o meno della copertina.Permettimi di dire che questa è un enorme idiozia in quanto,chi produce un cd/lp crea musica e quindi solo questa andrebbe giudicata e in secondo luogo nessuno può avere voce in capitolo sulla grafica che comunque rimane un “Viaggio” tutto suo assolutamente personale.Chiaramente mi riferisco a produzioni “Artistiche” e non di businnes perché è fuori discussione che il “gonzo”( e lo siamo un po’ tutti) su una copertina particolarmente accattivante ci casca.Oltretutto vorrei proprio sapere le presunte conoscenze artistiche dei signori che montano in cattedra,su quali studi si basano questi “Intenditori”?è già molto difficile fare una critica musicale,ho detto critica e non lo squallido mi piace/non mi piace,figuriamoci il voler disquisire pure di arti visive.Il mondo musicale è pieno di capolavori con copertine brutte e viceversa,cover che allora fecero arricciare il naso diventate oggi vere e proprie icone:non voglio entrare nello specifico dei nomi per evitare una polemica inutile e sterile che ci farebbe oltretutto sviare dal punto di vista in questione che in sostanza è la piena autonomia del musicista allorquando deve “impacchettare” la propria musica.Non necessariamente si deve seguire sempre lo stesso clichè,anche perchè personalmente sono dell'avviso che proprio questa “divisa” che ci si aspetta e che deve essere sempre la stessa,fa solo male al nostro genere musicale e ci isola.Il nostro settore musicale è diventato sempre più di nicchia e mi rendo conto che questo forse è anche un po' colpa nostra.Ma comunque,ho capito il senso intrinseco della tua domanda per cui ti rispondo volentieri:Dunque,come avevi giustamente intuito,la copertina è lo specchio dell'intero lavoro e il disegno non è “Infantile” come qualche benpensante ha scritto ma è “volutamente infantile”in quanto è opera di una bambina di 5 anni alla quale avevo suggerito di rappresentare proprio quanto desideravo con i mezzi e le intuizioni sue.In testa c'è il titolo de lavoro “Welcome” che guarda caso è anche il titolo del brano nel quale abbiamo riesumato la voce del grande Sanctis Ghoram(r.i.p. Grande amico mio e tuo).Poi arriva il nome del gruppo che si chiama “Where the Sun Comes Down” e poi arriva il succitato disegno...devo andare avanti??? non credo proprio e certo ,pur di non facile interpretazione,non mi sembrava certo il caso di imbastire chissà quale “Disquisizione filosofica”,come avevi giustamente intuito è solo la visione grafica di quanto io e Alex volevamo esprimere in musica.

 

03.Sospetto che pure i testi siano strettamente legati alla grafica stessa:vuoi parlarmene???

 

THC:In un certo senso si,sono composizioni forse troppo ermetiche ma comunque molto personali e le descriverei in questo modo:sai di quegli scritti dove butti di getto delle frasi composte nel momento in cui le vedi chiare e allora tutto torna e descrivi proprio tutto quello che volevi esprimere,ma basta un momento di disattenzione e allora il concetto si fa più neboluso e incomprensibile e le parole tornano nel caos che le ha generate.Sono scritti molto “intimi” e del resto se vuoi dare peso a ciò che canti ci devi credere e devi averlo vissuto,non ce la sentiamo proprio di dire stronzate.C'è stato qualche competente che le ha giudicate buone, però personalmente sono sempre in difficoltà con i testi..........non mi piace pubblicizzarli...forse è un mal celato senso del pudore ma non piace sbandierare le mie storie anche se paradossalmente e purtroppo scrivo solo mie storie...quindi...ai “posteri l'ardua sentenza”... e ognuno li interpreti come meglio crede............o riesce.............

 

04.Come nasce la collaborazione con Alexander e il coinvolgimento di Claud Galley........

 

THC:Con Alexander ci eravamo rivisti dopo diversi anni in un negozio di strumenti musicali,scambiandoci i numeri telefonici con la promessa di risentirci alla prima occasione.

Questa è venuta in concomitanza dell'uscita dei nostri due lavori del 2o15:il suo “Strange Here II”e il mio Witchfield “Sabbatai Zevi” e dopo esserci complimentati a vicenda..se non lo facciamo fra di noi...abbiamo buttato giù un embrione d'idea per tornare a fare musica insieme.Già un mese dopo eravamo in sala per provare e aafiatarci,sai era da tempi memorabili che non suonavamo più insieme e devo dire che davvero poco era cambiato e quel poco sicuramente in meglio.Finalmente mi ritrovavo con una chitarra molto personale e assai carismatica e abbiamo quindi fin da subito registrato degli abbozzi di canzoni.Con Alexander si è ricreata immediatamente l'atmosfera dei vecchi tempi e ciò è stato molto stimolante per entrambi e il lavoro si è sviluppato da sé con pochissimi sforzi..quasi si costruisse da solo e davvero è stata incredibile la velocità con la quale sono nati i pezzi in questione e per i miei standart è stato un album relativamente facile e buttato giù davvero di getto....con il cuore...ed è probabilmente ,nel genere,il mio miglior lavoro di sempre.Con Claudio(Galley)ogni tanto ci si sente,sò che ha sempre una marea di impegni,è sempre stato così con lui e sapevo fin dal principio che non si sarebbe potuto impegnare per un progetto a lungo termine,per cui gli ho proposto di comparire almeno in due brani “Mister Lie” e “Vojage” è tutto è andato veramente alla grande.

05.Erano anni che il tuo drumming non arrivava a questi livelli d'eccellenza........

 

THC:Grazie per il complimento,ma posso solo ipotizzare che siccome questa volta a scivere le songs eravamo in due,mi sono potuto dedicare un po' di più al mio strumento.Vedi,nei precedenti lavori a livello di composizione ,e non solo, ho dovuto praticamente suonare tutto ,dando così la precedenza all'insieme,al risultato finale senza soffermarmi troppo sul drumming.Non mi paice che un polistrumentista quale modestamente mi ritengo,si metta a comporre dando risalto al suo personale strumento,trascurando di conseguenza tutti gli altri.In questo modo si perde la “visione d'insieme”manifestando pure la megalomania del musicista stesso,quindi in un certo senso fino ad ora con la batteria,avevo tenuto volutamente un “basso profilo”.Quetsa volta probabilmente m isono sentito psicologicamente più libero.. ma certo non c'è stata premeditazione e poi,come giustamente hai scritto....questo lavoro è stato composto con il “cuore” .

 

06.Da brividi risentire la voce del mio vecchio amico il grande Sanctis Ghoram......

 

THC:Sì è vero..in realtà era un po di anni che ci pensavo avendo diverso materiale dell'epoca,in cassetta poi trasferito in digitale,concerti vari e prove in studio da dove potevo estrapolare la voce di Piero (Sanctis Ghoram) ed è da un po' che facevo esperimenti in tal senso e questo nuovo progetto mi è sembrata l'occasione perfetta per farlo,vista la sinergia “antica” che si era creata con Alex.

Piero era un ottimo cantante e una grande persona ma non solo,anche se non accreditato diverse nostre composizioni (Death SS mk III/P.C.V.T) erano farina del suo sacco e senza di lui molto probabilmente non sarebbero state così.Ho pensato così di rendergli omaggio in questo modo,cercando cioè di riprenderne i tratti caratteristici del canto,le sue espressioni e i suoi movimenti...si per me anche isuoi movimenti perchè quando ascoltate la sua voce voi non lo potete vedere ma io si..e quando sento il suo cantato...io so precisamente cosa sta facendo e come si sta muovendo...e nel profondo del mio cuore sono sicuro di avere la sua approvazione per quanto ho fatto nel brano in questione.(oltre che aver commosso fino alle lacrime il sottoscritto nd.r)

 

07.Sempre a proposito di vocals,ottima davvero la performance di entrambi............

 

THC:Sono contento che on vocals ti siamo piaciuti,abbiamo ricevuto parecchi attestati di stima a tal proposito.Anche qui è stato tutto molto facile,in fae di registrazione ho dato più importanza al feeling e alla spontaneità piuttosto che alla tecnica vera e propria.Ho scelto le take che mi trasmettevano più emozione,lasciando anche code e piccole sbavature così come erano usando perciò pochissimo editing.Comunque per farla breve,al di là della tecnica credo che un buon risultato si ottenga solo con la “credibilità” di quello che si vuole trasmettere,spazzando via dalla mente i “se” e i “ma”.

 

08.Tornando alla musica :il vostro sound è un coacervo fra Death SS,Witchfield,Violet Theatre,Black Sabbath e ...Strange Here....il tutto però filtrato attraverso il tuo amore verso il lato oscuro del prog rock dei '70,anche se personalmente ho ravvisato pure echi di Hawkind e High Tide.La vostra opinione al riguardo........................

 

THC:Beh! È chiaro che esiste una continuità con il passato,non potrebbe essere altrimenti e ne siamo contenti.D'altra parte quella musica è nel nostro dna,ma allo stesso tempo pesno ci sia nelle nostre composizioni un rimescolamento ulteriore con la contemporaneità.Personalmente sono sempre stato attratto dalla musica diciamo meno “allegra”,musica con una certa inclinazione “saturnina”,pesante e che lascia il segno e non è affatto scontate trovare altri musicisti con questa inclinazione.Ricordo che quando entrai in contatto con i Death SS,musicalmente ci fù da subito un buon feeling,avevo trovato una band fortemente e credibilmente“dark sound”,cosa che ritenevo quasi impossibile.A quei tempi si suonava di tutto è vero ,ma nessuno in Italia e anche all'estero,rivisitiva gli schemi dei Sabbath come stavano afacendo appunto i Death SS,poi trovarseli a 25 chilometri da casa.......Il fatto è che sia a me che Alx,questo genere viene naturale e oserei pure asserire che a partire dai Death SS,si creò una “scuola pesarese” del lato oscuro della forza come lo chiami tu che purtroppo ora come ora solo io e Alexander appunto portiamo avanti con convinzione e “cognizione” di causa .(Sacrosante parole Thomas!!!!ndr)

ALEXANDER:Proprio questo è il punto Ulisse:la nostra musica ha dei connotati ben precisi.Conosco Thomas dall'età di sei anni,quando con i Death SS faceva le prove a casa mia e ho sempre voluto averlo al mio fianco e finalmente ciò si è avverato.Si avevamo collaborato pù di vent'anni fa a vari progetti,ma comporre musica con lui è stato per mè il raggiungimento di un forte desiderio.Per questo il nostro sound è cosi convincente :abbiamo “inventato”noi certe sonorità che oltretutto si ascoltano solo in Italia...soltanto con noi....Siamo cresciuti con la stessa idea su come fare musica,anche se ognuno con il suo personale bagaglio culturale.Where The Sun Comes Down

è in conclusione l'unione di tutte le esperienze che abbiamo vissuto in tre decenni di incisioni,concerti,delusioni e indifferenza

09.”Uno,Nessuno,Centomila” avrà mai un seguito?

 

THC:”Uno.nessuno,Centomila”è stato un lavoro sperimentale,nato dallo studio approfondito fatto sul movimento futurista al quale vorrei sicuramente un seguito.Il problema però è che con lavori di questo tipo è facile cadere nello squallido sequel dello stesso e questo non rientra certo nello spirito della sperimentazione,come io intendo la cosa ovviamente.Devo quindi “trovare”una nuova via di espressione musicale ,ci stò provando ma credimi non è facile.

 

10.Complimente Alex,hai superato te stesso........e ovviamente aspetto a breve il seguito del bellissimo “Strange Here II”

 

ALEXANDER:Ti ringrazio per il complimento ma il merito va tutto all'unione di intenti che fin da subito si era instaurata fra me e Thomas.Ci siamo confrontati e quindi ispirati a vicenda e ti assicuro che le vibrazioni che ho provato nel realizzare questo progetto sono state qualcosa di unico.Nulla è stato deciso a tavolino:la musica fluiva da noi in modo incredibile e il sound cresceva e si plasmava mano a mano che ci trovavamo in studio per suonare e registrare.Stare in studio per me è sempre un'esperienza unica,ma questa volta fluiva da entrambi una specie di “energia cosmica” che plasmava la musica fondendosi in un'unica cosa:l'arte di emozionare facendo musica.

Per quanto riguarda gli Strange Here,sono da sempre il mio progetto solista ben lontano anch'esso dal business,in quanto anche in questo caso mai nulla è stato pianificato :quando la musica cresceva in mè la registravo.Per realizzare “Strange Here II” infatti,abbiamo impiegato 20 ore di sessioni in studio compreso il missaggio e questo è indicativo di quello che ti dicevo prima:l'ispirazione e la libertà massima di scrittura sono sempre stati alla base di ogni mio lavoro. “Strange Here II” avrà un seguito,ma non so ne quando ne come.Ora sono concentrato nel progetto “Where The Sun Comes Down”che in questo preciso attimo della mia esistenza ha priorità assoluta.Non vedo l'ora di dare un seguito a “Welcome”,che per il sottoscritto è uno dei lavori meglio riusciti della mia ormai trentennale carriera.

 

11.Personalmente ritengo la scena dark and doomy italiana superiore da sempre a qualsiasi altra scuola:Voi lo fate con il cuore...e credete pure in quello che suonate...gli altri lo fanno con il cervello...quando và bene....almeno quelli bravi..cosa mi dici al riguardo...........

 

THC:Per quanto riguarda la scena dark and doomy italiana ho rilasciato un'intervista abbastanza dettagliata e documentata sul periodo dei primi anni '80 a Eduardo Vitolo per un suo scritto; senza anticipare nulla il mio parere è che l'Italia dati temporali alla mano, si possa considerare l'antesignana del genere che poi venne etichettato come doom e chiaramente sia Death SS che Paul Chain Violet Theatre ne sono gli assoluti protagonisti.Penso che la differenza tra noi italiani e gli anglosassoni prima e la scena svedese poi sia,in senso largo,nella storia:abbiamo radici profonde nel passato e anche a livello inconscio il “Lato Oscuro” è sempre stato in primo piano nella nostra cultura sia popolare che artistica,insomma siamo più reali e rudi nell'analizzare l'universo metafisico che ci circonda e questo senza pregiudicarne il lato fantastico,da sempre infatti la realtà supera di gran lunga la fantasia che la crea.Tutto questo e molto altro,conferisce una particolare caratteristica all'italian doom and dark sound e se un giorno arriverà un “Tarantino nella musica” sicuramente al pari degli western all'italiana e altri film polizieschi e di commedia oggi rivalutati,verrà presa in considerazione e rivalutata pure la scena musicale di casa nostra e se permetti in particolare sarà valorizzata la “scuola Pesarese” che ha dato origine a tutto il movimento.(Sono perfettamente d'accordo.....ndr)

 

12.Vedremo mai i vostri brutti ceffi on stage???

 

THC:Innanzitutto permettimi di dirti che nemmeno tu hai mai brillato per particolare bellezza eheheh.......ma tornando serio penso che questo sarà poco probabile ,in quanto anni fà ho subito un brutto incidente e con le gambe ho ancora grossi problemi.Riesco ancora a suonare ma non potrei affrontare l'impegno di un concerto a certi livelli...magari con un progetto sperimentale........

 

13.Concludi come meglio credi........

 

THC:Un'ultima considerazione quindi:purtroppo la musica e la scena musicale che ne consegue così come l'abbiamo vissuta io e tè non esiste più,sono rimasti alcuni “scogli duri” che ancora resistono,ma la maggior parte di chi ascolta,compresi gli addetti ai lavori,non presta più attenzione al prodotto di un gruppo o di un artista.Viviamo ormai in un'epoca dove tutto deve essere facile da prendere e senza fare fatica,insomma è stato travisato il “Carpe Diem”di Orazio in favore della pigrizia e dell'ignoranza.Questo è il posto dove viviamo adesso e quanto ci circonda si riflette sul nostro pensiero e infuenza il modo di agire nel quotidiano e quindi anche nella musica.La maggior parte delle nuove generazioni non si sforza più di “ascoltare” come si faceva un tempo...prende quello che arriva e stop...e la musica è diventata solo un puerile accessorio quotidiano.

Paradossalmente gli ultimi che attuano una sorta di ricerca sono proprio i “metallari”(termine comprensivo di tutte le sue derivazioni e stili....) per il resto è buio pesto.So che anche tu come me ascolti musica di ogni genere e per farti capire cosa intendo e pensando solo all'Italia ,mi vengono i tanti gruppi prog che si sono distinti anche all'estero ..dagli Area alle Orme ma anche altri meno conosciuti....insomma c'era un fermento continuo.Pensa anche ai nostri artisti più titolati da Fabrizio de Andrè al grande e purtroppo sottovalutato Ivan Graziani passando per il primo Battiato....bene in queste realtà musicali c'era un continuo progredire....una ricerca costante..un continuo sperimentale nuove e sempre più ardite modalità d'espressione...oggi è tabula rasa..tutto è preconfezionato,tutto è conforme..tutto e politically correct.Io spero che venga il tempo in cui spazzeranno via tutta la mondezza pop odierna(precisazione:tutti siamo pop ,in quanto usiamo un cantato e non facciamo solo musica strumentale,ma qui ovviamente intendo il pop più banale e becero.) è si tornerà ad ascoltare musica solo per il piacere di farlo e non perchè deve accompagnare un lunch.(Beato che che ancora speri Thomas...io da tempo ho perso ogni illusione a tal riguardo...ndr). A quel punto potremo ritrovare il piacere di ascoltare e scoprire chi veramente fa o ha fatto del suo percorso musicale una ricerca sincera.............bella o brutta che sia.Amen

Ciao Ulisse............ti mandiamo un grande saluto...

PS.Grazie pure a tutta la tua redazione per lo spazio che ci avete concesso