L'Antro di Ulisse Vol. XXII


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"Will of the Strong"


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"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

Recensione: WHERE THE SUN COMES DOWN “Welcome”

 

WHERE THE SUN COMES DOWN “Welcome”

(Minotauro Record)


Per Chi Ascolta: Heavy doom

Dietro questo curioso moniker si celano Alexander Scardavian (Paul Chain and the Violet Theatre , Strange Here) e Thomas Hand Chaste drummer storico dei primi ed unici Death SS,quelli con Paul Chain,Witchfield e Violet Theatre,per l’occasione affiancato dall’altrettanto storico Claud Galley al basso.Il sound proposto quindi non può essere che quanto maturato durante le esperienze passate e infatti l’iniziale “Mister Lie” è horror metal allo stato selvaggio,reso ancor più crudo dalle vocals abrasive di Thomas,alle quali si aggiungono le tenebrose guitars di Alex che,nel magistrale solo guitars della parte centrale, assumono connotazioni lisergiche .La seguente “A Snowin’day”pur dai connotati magistralmente doomy,è altresì impreziosita da inserti space and prog;da tregenda le keyboards che ne sorreggono l’infernale incedere,ancora grazie alle lugubri scansioni soliste di Alex,che si ergono a contrastare uno straniante sax e il salmodiare ieratico dello stesso Alexander. Davvero in questo fantastico brano rivivono gli incubi sonori dei primevi High Tide ancora ben presenti nella seguente “Voyage”,infernale coacervo di doom e psicotico dark con entrambi alle vocals,anche se poi la superba digressione centrale è immolata sull’ altare del Sabba Nero, ovviamente rivisto attraverso l’ottica mefistofelica del Violet Theatre .Da brividi il solo di Alex che si inerpica drammatico sulla ritmica dinamitarda della coppia Thomas and Claud che prelude all’irrompere della diabolica “Myself”,ancor terreno di caccia del feroce e disperato salmodiare di Alex prima che un sacrilego organo precipiti il tutto in un drammatico e luciferino incubo notturno che trova compimento e ragion d’essere nella seguente e ancor più diabolica “Welcome” che, in una sorta di sanguinario Sabba evoca pure lo spirito del grande Sanctis Ghoram le cui vocals campionate annichiliscono il tutto e mi commuovono fino alle lacrime,nel ricordo del mio grande amico scomparso. “Because We Where Fools”,pur sorretta da ritmiche drammaticamente heavy dark,è impreziosita da scansioni doomy and prog,allorquando al proscenio salgono le lugubri keyboards di Thomas,mentre la conclusiva “Where the Sun Comes Down” introdotta da vocals provenienti dall’oltretomba,esplode improvvisamente in un violentissimo “in crescendo” heavy dark spezzato solo dalle infernali incursioni di tutti i demoni dell’inferno evocati in un sacrilego rituale sciamanico.Resta da dire che la produzione ad opera di Thomas è all’altezza di quanto proposto e la grafica del cd è quanto di più criptico si possa pensare e questo cari amici me lo dovrete spiegare per forza.Per gli adoratori del lato oscuro della forza………….BUY or DIE