L'Antro di Ulisse Vol. XXII


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Intervista: Exciter

La storia della band canadese è difficile da riassumere in una semplice introduzione, band culto che ha saputo ritagliarsi il proprio spazio agli esordi, portando dal Canada in giro per il mondo il sound tipico e inconfondibile dei primi immortali album, per poi evolversi, cambiare rimanendo sempre un nome di tutto rispetto. Da qualche anno la formazione si è assestata a quartetto, e del trio storico è rimasto solo il chitarrista John Ricci. Nell’arco di pochi mesi abbiamo potuto tastare lo stato di salute degli Exciter nel modo migliore ascoltando il nuovo album “Death machine” e vedendoli in azione al Rock Hard festival di Bologna, lo scorso settembre. Ed è proprio da qui che iniziamo la nostra chiacchierata con John Ricci.

 

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Di recente avete partecipato al Rock Hard Festival, e abbiamo avuto la fortuna di vedervi anche qui in Italia (Bologna 19 settembre 2010, nda). Occasione anche per fare conoscenza con il nuovo album “Death machine”. Partiamo da entrambe gli eventi allora.

Ci siamo divertiti molto al Rock Hard Festival. La risposta del pubblico è stata ottima, non solo di fronte ai vecchi classici della band, ma anche verso i nuovi brani. Ciò significa per noi la conferma che stiamo facendo un buon lavoro in seno alla band. Ci teniamo ai nostri fans, da quelli che hanno iniziato a seguirci trenta anni fa, a chi inizia solo ora a conoscerci. Per quanto riguarda l’Italia, siamo sempre stati accolti alla grande ai vari festival di Tradate (Ironfest), al Play It Loud e al Rock Hard Festival. Ve ne siamo veramente grati.

 

Entriamo ora in particolare nei temi che vanno a comporre il nuovo “Death machine”.

Per questo album ho deciso di comporre dei veri terrorizer riffs (testuali parole di John – nda), che amalgamate con lo screaming di Kenny hanno creato una miscela esplosiva, e i brani veramente loud in stile Exciter, come si aspettavano i nostri fans. L’energia è alla base degli Exciter da sempre, a cominciare dalle composizioni in studio, e non solo dai concerti dal vivo. Siamo stati dietro a “Death machine” per un anno intero, alcune parti le abbiamo riscritte, per far uscire un album il più Exciter possibile. In “Death machine” si incontrano speed, heaviness, intensity.


Per quanto riguarda i testi dei brani, essi ruotano attorno a temi forti quali sadismo, sofferenze. Cosa ci puoi dire circa le lyrics di “Death machine”?

Io sono appassionato di film horror, e quindi mi è venuto istintivo di scrivere testi che ruotano attorno a temi horror. Questi combinati con la vita reale, con la cronaca nera soprattutto. Ci tengo a precisare che il contenuto del disco non supporta la violenza, nella maniera più assoluta! Ma è una condanna a chi rende purtroppo reali i temi visti nei film horror… lasciamoli all’interno delle pellicole ragazzi!!!


Ho trovato un qualcosa di nuovo nel vostro sound, pur essendo oramai esso un trademark per la band, a livello di impatto. Come si è evoluta la band in questi anni, a livello di composizioni?

Io mi baso sempre sulle radici del nostro sound, per ogni brano, ogni disco. Il nostro impatto con l’ascoltatore deve essere di base molto thrashy, potente e al tempo stesso semplice, pregno di energia. Penso a queste componenti quando vado a creare riffs dai quali nascerà un nuovo brano. Tecnicamente non ci siamo evoluti più di tanto, lo ammetto, ma ci siamo ritrovati a suonare in maniera più intensa.


Anche il nuovo “Death machine” l’avete realizzato con la produzione di Manfred, come i precedenti lavori.

Manfred conosce alla perfezione cosa chiediamo in fase di registrazione in studio. Lavoriamo con lui dal 1990, e da subito è entrato nell’ottica degli Exciter. Per noi è fondamentale lavorare con lui.


Ora vi siete stabilizzati con l’attuale line-up. Sembrano ormai lontani i tempi dei continui cambi di formazione.

Sin dagli esordi volevamo essere un four piece, ma non abbiamo mai trovato un frontman con le caratteristiche che richiedeva il sound della band. Dan Beehler per anni è stato lui vocalist, pur se dietro la batteria, in quanto era lui il vocalist adatto. Dopo la sua dipartita ho voluto a tutti i costi un frontman. Era fondamentale anche per riempire la scena dal vivo. Ora dopo anni di cambi ecc, siamo un quartetto stabile.


Capitolo live, dopo i festival estivi, inizierete un vero tour a supporto di “Death machine”?

Si dopo i festival a cui abbiamo partecipato, partiremo a fine marzo con delle date in Sud America, e in Canada. A maggio torneremo in Europa per il “Pounding Metal Union Fest” a Madrid.

 

Cosa significa per voi suonare metal, nel 2011? Com’e l’approccio per gli Exciter ora dopo una trentina d’anni sulla scena?
Ne siamo fieri di suonare, la voglia è la stessa degli esordi. A differenza di anni fa, ora mi occupo sia dei testi che della musica. Di positivo è cambiato che siamo più popolari ora che non negli anni 80.


Dopo anni di album, tour, festival ecc., ecc, non pensate di realizzare un dvd, che magari ripercorre tutta la vostra carriera?

Stiamo lavorando a una sorta di documentario, in collaborazione con una casa cinematografica delle nostre parti. Tutto sta procedendo molto lentamente. Qualcosa abbiamo già filmato, come alcuni live, ma non sarà pronto almeno prima di due anni.


Restiamo in ambito cinema, tornando indietro al discorso sui testi. Quale horror movie sarebbe ideale da inserirci una soundtrack degli Exciter?

Penso che “Hellraiser” sarebbe adatto. Anni fa ho apprezzato i vari Dracula, Frankenstein. Ricordo che si potevano vedere tre horror movies al cinema la domenica pomeriggio, per due dollari!
 

Beh ora con due dollari non ti vendono neanche la locandina. Andiamo avanti. Una curiosità personale. Sei ancora in contatto con i vecchi membri della band?

No. Non ho più contatti con nessuno e non ho nessun interesse ad averne.

 

E’ tutto. Non ci resta che pensare solo al presente degli Exciter e il presente si chiama “Death machine”!