L'Antro di Ulisse Vol. XXII


Intervista con i White Skull

Recensioni: White Skull

"Will of the Strong"


Intervista con i Thomas Hand Chaste

Recensioni: Where The Sun Comes Down

"Welcome"

Recensioni: Pandora

"Ten Years Like in a Magic Dream"

Recensioni: Black Star Riders

"Heavy Fire"

Recensioni: Kreator

"Gods Of Violence"

Recensioni: Danko Jones

“Wild Cat”


Intervista con i Saxon

Recensioni: Paolo Siani ft Nuova Idea

"Faces With No Traces"

Recensioni: Ted Poley

"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

Intervista: Focus Indulgens

Forse pazzi..........sicuramente grandi!!!!! Risponde Carlo Castellani (voce, basso, flauto, organo, pianoforte) dei FOCUS INDULGENS

 

di 

 

Pur essendo un fedele seguace del lato oscuro della forza, ho saputo della vostra esistenza solo pochi mesi fa e grazie a Pio... Per cui “non maleditemi, non serve a niente, tanto all’inferno ci sono già”... e rivelatemi da quale girone infernale provenite?

Proveniamo dalla Quarta Bolgia dell’Ottavo cerchio, quella dei maghi e degli stregoni. Federico ed Edoardo sono soliti praticare arti magiche, hanno un programma di magia e tarocchi su Canale153 del digitale terrestre, leggono le mani, curano con i Sali, sono stati fatti vedere anche a Striscia la Notizia. Federico è Mago LaRochette e Edoardo si fa chiamare SuperEddy Vision. Fanno molti soldi frodando la gente.

 

Molto particolare il monicker in latino, lingua che caratterizza pure il titolo del nuovo lavoro: certo non siete monaci benedettini travestiti da metallar...per cui...

Il monicker non mi ricordo come mi venne in mente, però in poche parole il significato è fuoco purificatore. Poi noi siamo amanti del passato, quindi un nome in Latino ci sembrava perfetto.


Sempre grazie a Pio, ho potuto ascoltare pure il vostro lavoro d’esordio “The Past”: il vostro sound si è evoluto dal lugubre doom –epic degli inizi, nel dinamico coacervo fra heavy dark e hard progressivo che, appunto, caratterizza “Hic Sunt Leones”. Le vostre considerazioni al riguardo…e siete d’accordo su quanto scritto in sede recensiva riguardo le vostre influenze più o meno latenti…

La recensione è molto bella e azzeccata! Grazie, è una fra le nostre preferite. Dunque riguardo la svolta, quando scrissi The Past avevo già in mente di inserire passaggi Prog, solamente che poi in sala prove le canzoni furono snellite e indurite. Da qualche registrazione demo si può capire che la direzione verso il prog già c’era. Arrivati allo scrivere Hic Sunt Leones decidemmo innanzitutto di fare un'opera a tre mani, e essendo tutti e tre fan del prog italiano non ci ponemmo limiti all’inserimento di questo nel sound del disco. Il risultato ci piace, ma a distanza di più di un anno possiamo dire sicuramente che il terzo cd non sarà un Hic Sunt Leones parte due. Comunque le band che tu hai citato nella recensione sono azzeccatissime, DeDeLind, Jet e Corte Dei Miracoli. Ecco nel terzo ci sarà ancora di tutto questo ma anche correnti nuove, ce ne rendiamo conto proprio in questi giorni di scrittura intensa.

 

Parimenti siete passati dall’uso dell’inglese alla lingua madre.

Esattamente. Volevamo che suonasse più italiano possibile, e anche più poetico. E quindi è stata una scelta naturalissima. Abbiamo potuto sperimentare con i testi. A noi piace moltissimo scrivere in generale, quindi ogni canzone deve essere una piccola storia, tutto questo in Italiano è molto meglio, e anche più facile visto che io non sono ferratissimo nell’inglese.

 

In “The Past”, immolate l’incolpevole Jimi sull’altare dei Black Sabbath… scherzi a parte è davvero micidiale la rendering di “Voodoo Child”, mentre in “ Hic Sunt Leones” strapazzate lo spirito di Angelo Branduardi… non vi sembra di esagerare?

La cover di Voodoo Child fu scelta a caso in studio. Dissi a Federico “perché non ci mettiamo una cover?” e lui il giorno dopo venne in studio dicendo “registriamo Voodoo Child”. Inserire in fondo un piccolo passaggio dei Trouble e War Pigs dei Sabbath la rende più divertente! Nelle voci di War Pigs c’è anche Pio, ma la sua suadente voce sarà più facilmente apprezzabile nel finale narrato di The Idol At The Top Of The Mountain. Ah per Hic Sunt Leones mi dici Branduardi! Hai capito alla grande. La parte di flauto di Profeta Dal Cosmo è totalmente ispirata al grandissimo Angelo Branduardi, uno dei miei cantautori preferiti italiani, unico.

 

Davvero interessanti i testi: allegorici e assai crudi ma comunque pregni di un cupo mal di vivere che trova la sua massima espressione in “Figlio di Cagna” e “Un Profeta dal Cosmo”: merito soltanto del Vino Nobile di Montepulciano?

Forse i due testi che preferisco dell’album, in ogni caso il mal di vivere permea ovunque all’interno dei Focus Indulgens, a partire dalla disagiata sala prove nel mio garage. Allora, il fatto di aver ringraziato il Vino Nobile non è una cosa a caso, è proprio la verità. Nell’inverno precedente all’incisione del cd io ed Edoardo eravamo soliti (tuttora, ovviamente) trovarci nel pomeriggio e bere importanti quantità di Vino Nobile, sotto i fumi dell’alcool poi scrivevamo musiche e testi malati. Hic Sunt Leones è il risultato. Contando il fatto che poi nella fine settimana ci ricongiungevamo con Fede, anche lui sotto alcoli, e le nostre idee si univano alle sue. Questa è la storia di Hic Sunt Leones, alla fine il Figlio di Cagna è lui. Ps: Pio sa delle miracolose doti del Vino Nobile di Montepulciano. Ogni volta che viene a casa mia non disdegna di berne litri, per la felicità di mia madre che da tipica mamma di campagna se vede qualcuno che si ingozza alla sua tavola è felicissima. Pio se mi leggi sappi che mia mamma sta preparando i cannelloni per te.

Pio: Ti leggo e sappi che sto per portare il nocino e il liquore al finocchietto selvatico di mia madre. Il giorno che la mia e la tua mamma si incontreranno chiuderanno osterie, ristoranti, taverne e distillerie.

 

Molto bella e curatissima la grafica…

Grazie mille, ho cercato di farla il più possibile attinente alle atmosfere dell’album. C’era una prima prova di copertina che girava su internet, forse c’è ancora al giro, però era troppo psichedelica e poco sofferente. Quella che abbiamo scelto mi piace molto di più ed è più attinente.

 

Ottima e assai potente la produzione…

Opera di Matteo Burico. Ci siamo trovati davvero bene con lui, le idee erano chiare sin dall’inizio. Poche sovra incisioni, niente metronomi, niente ritocchi del suono al pc, praticamente un live in studio con i soli e le tastiere in sovra incisione. Molti hanno criticato la scelta perché troppo “live sound”, a noi piace così.

 

Ho esaurito le idee e il vino; concludete come meglio credete…

Grazie per le domande interessanti, queste sono le interviste divertenti che ci piacciono. Io ho ancora mezza Morettona da 66, quindi vi dico qualche ultima cosa. Innanzitutto qualche news sul prossimo lavoro; sarà ispirato a fatti successi qua nella nostra zona, la Valdichiana Senese. Fatti passati, leggende e anche attualità. Ovviamente sarà sempre in stile Focus Indulgens, una narrazione oscura e straniante. Qualche consiglio per essere un buon Focus Indulgens fan: bere alcolici Italiani perché sono più sani, leggere Clark Ashton Smith e Barbey D’aurevilly, ascoltare i primi cinque dischi degli Steeleye Span. Salute!