L'Antro di Ulisse Vol. XXII


Intervista con i White Skull

Recensioni: White Skull

"Will of the Strong"


Intervista con i Thomas Hand Chaste

Recensioni: Where The Sun Comes Down

"Welcome"

Recensioni: Pandora

"Ten Years Like in a Magic Dream"

Recensioni: Black Star Riders

"Heavy Fire"

Recensioni: Kreator

"Gods Of Violence"

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“Wild Cat”


Intervista con i Saxon

Recensioni: Paolo Siani ft Nuova Idea

"Faces With No Traces"

Recensioni: Ted Poley

"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

Intervista: Perfect View

Intervista a Francesco Cataldo, chitarrista dei Perfect View!

intervista di

Scusate il ritardo...ho appena avuto il piacere di conoscervi tramite alcune amicizie in comune su facebook.

Come vi relazionate con questi moderni mezzi di comunicazione? Chi di voi si occupa di gestire i vari social network?

Cerchiamo di dividerci ruoli e compiti in modo preciso all'interno della band ma ogni decisione è vagliata da tutti. In questo modo cerchiamo di avere la massima efficienza possibile pur rimanendo sempre totalmente coinvolti in ciascun aspetto della gestione del gruppo. Abbiamo quindi un sito ufficiale (www.perfectviewtheband.com) così come pagine ufficiali su Facebook (ce n’è pure una del nostro fan club). Sono soprattutto Luca (batterista) e Frank (bassista) a occuparsi di questi aspetti ma sono gestioni del tutto democratiche, fatte in accordo con tutti i ragazzi della band. Inoltre ogni membro ha il suo profilo Facebook che gestisce in autonomia. Oggi come oggi l'utilizzo della rete e degli strumenti che offre è indispensabile per poter promuovere in modo adeguato la band e le sue attività. È un modo immediato e semplice per essere in contatto con chiunque, in tempo reale, con grande velocità e dinamismo, caratteristiche assolutamente indispensabili nella realtà attuale.

Per (quei pochi…ndr) che non vi conoscono, puoi brevemente presentarci la band?

La band nasce all'inizio del 2008, quando mi incontrai con il batterista Luca "Luke" Ferraresi e con il cantante Massimiliano "Max" Ordine. Eravamo tutti grandi appassionati di hard-rock ed AOR e di band quali Dokken, TNT, Whitesnake, Winger, Journey… per cui decidemmo di dare vita ad un progetto musicale che rispecchiasse queste influenze stilistiche musicali. Pochi mesi dopo abbiamo completato la nostra line-up con il tastierista Pier Mazzini. Cercando di affibbiare un aggettivo per ogni componente della band, definirei Max, il cantante un "talento naturale, istintivo". Luca, il batterista, "disciplinato, organizzato ". Pier, il tastierista, "determinato, risoluto, impulsivo". Frank, il bassista, "vulcanico, disponibile". Poi ci sarei io. Forse bisognerebbe chiedere ai miei compagni... Se comunque dovessi autodefinirmi direi "propositivo ed affidabile".

...e poi è arrivato Frank Paulis, al secolo "Capitan Hollywood", anche lui non di "primissimo pelo". Come siete venuti a contatto?

Devi sapere che Frank è una vecchia conoscenza di Max. Lui era il bassista dei Pitfall, dove Max cantava a metà/fine anni '80. Pure io, che militavo in un'altra formazione in quel periodo, conoscevo Frank, anche se mai avevo avuto occasione di conoscerlo in modo più approfondito. Quando il nostro precedente bassista decise di lasciare la band per motivi personali, fu Max ad avere l'idea di contattare Frank. Anche gli altri ragazzi, in qualche modo, sapevano di chi si trattasse e quindi decidemmo di chiedergli se volesse fare qualche prova con noi. Per fortuna la cosa funzionò e ci trovammo bene, sotto tutti i punti di vista. L'aspetto puramente musicale è solo una parte dell'alchimia che deve esserci in una band. Conta moltissimo il feeling personale, il lato "umano". Ed anche da questo punto di vista l'integrazione con Frank è stata rapida e perfetta.

Ascoltando il vostro disco d’esordio, son rimasto piacevolmente sorpreso dall'abilità del vostro vocalist. All'inizio mi son sorpreso fosse italiano...
Sì, Max ha una voce notevole! Un talento naturale che ci consente di scrivere songs con la certezza di avere sempre una parte vocale non solo all'altezza, ma un valore aggiunto! In effetti nel cantato non tradisce le sue origini italiane ma anche qui è questione di "predisposizione naturale"! inoltre si ispira ai suoi cantanti preferiti Tony Harnell ( TNT), Geoff Tate (Queensryche), Klaus Meine ( Scorpions) e Russell Allen (Symphony X)…per cui siamo a posto!

Come e perchè avete scelto di collocarvi in questo genere (AOR/Hard Rock?)

Semplicemente perché è il genere col quale siamo cresciuti ed è quindi stato un processo assolutamente naturale scrivere musica di questo tipo. Non si è trattato di scelte "a tavolino" od in qualche modo preconfezionate. Abbiamo preso in mano gli strumenti ed è venuto fuori ciò che siamo realmente dentro di noi, in modo genuino. Sono convinto che se suoni ciò che davvero sei, ciò traspaia inequivocabilmente dalla tua musica. Sarai credibile insomma.

Quali sono le vostre principali influenze / preferenze musicali?

L'hard rock melodico di fine anni '80 ed inizio anni '90, prima dell'avvento del grunge insomma. L'AOR di qualità. Ma anche altre sfumature più seventies. Siamo tutti musicalmente molto "aperti" (io ad esempio ascolto anche molta fusion, jazz e musica sperimentale) e quindi il bacino di influenze naturali che abbiamo è decisamente ampio. In "Hold your dreams" credo sia possibile ascoltare diverse sfaccettature musicali, che hanno come base comune un certo rock energico e melodico, e dalle quali ci sentiamo comunque pienamente rappresentati. Se dovessi citarti nomi specifici di band direi Toto, Journey, Winger, Queensryche (sino a Promised Land), TNT, Whitesnake, Dream Theater (primi lavori), Dokken, Extreme, Led Zeppelin... Ora Frank ha portato nella band il suo smodato amore per i Kiss! Questo non significa che necessariamente faremo un brano alla Kiss ma, in qualche modo, "respireremo" anche qualche "molecola" di quella band!

Ci parli del vostro CD di esordio "Hold your dreams"? Come nasce una canzone dei Perfect View. Qual'è il vostro processo creativo/produttivo?

È un lavoro nato per dare voce alle nostre vere influenze. Volevamo creare musica che rispecchiasse ciò che siamo davvero, che ci rappresentasse pienamente, onestamente, genuinamente. Per fortuna le idee per i brani non ci mancano ed il processo di songwriting è filato liscio. È fondamentale avere comunione di visione ed obiettivi musicali. In questo modo si crea il giusto feeling ed armonia all'interno della band e tutto diventa più semplice. Abbiamo lavorato alla "vecchia maniera". Si portavano in sala prove embrioni di idee più o meno evoluti e poi jammavamo tutti insieme per portare il brano a compimento. Un vero lavoro di squadra insomma. Poi è chiaro che ci sono strumenti più naturalmente "predisposti" a creare l'ossatura di un brano (chitarra e tastiere) ma tutti hanno sempre contribuito in modo attivo alla fase di songwriting: la sezione ritmica fornendo il cuore pulsante al brano, Max con le linee vocali, chitarre e tastiere creando riffs ed intelaiature armoniche. In ogni momento chiunque poteva intervenire ed apportare il suo contributo in termini di consigli e soluzioni alternative. Mai però imponendo nulla a nessuno. Per questo parlavo di vero lavoro di squadra e credo che la sinergia positiva che si è creata si possa percepire chiaramente ascoltando l'album. Un tipo di approccio che non tutte le band usano oggi. Abbiamo usato ben poco i computer in fase compositiva insomma. Anche successivamente, in fase di recording, non ci sono state quantizzazioni ed interventi massivi coi tanti mezzi informatici disponibili attualmente. Volevamo un disco "sincero", come quelli delle band con cui siamo cresciuti.

Il nome della band ed il titolo dell'album hanno qualche storia alle spalle che vale la pena di raccontare?

A disco ultimato ci rendemmo conto che non avevamo pensato ancora al nome della band. Parallelamente riuscimmo a trovare rapidamente un contratto con la label tedesca Avenue Of Allies. In realtà ci arrivarono addirittura tre proposte diverse, una delle quali anche con la label inglese Escape Music. Optammo però per le condizioni leggermente più vantaggiose della etichetta teutonica. In quel momento iniziò una fase di intensa collaborazione che ha riguardato la progettazione/design dell'impianto grafico dell'album, la definizione della tracklist, la scelta della bonus track ed anche il nome della band. Avevamo in mente un paio di nomi che a noi piacevano molto ma Gregor Klee, il capo di Avenue Of Allies, spinse affinché adottassimo "Perfect View" come monicker. Ci propose in realtà in paio di nomi ed un paio di progetti grafici completi (copertina e booklet). Ci disse che l'ascolto della nostra musica lo aveva portato a pensare a quei nomi. Capimmo che non avevamo troppo tempo per discutere, quindi scegliemmo il nome che ci piaceva di più e suggerimmo alcune varianti grafiche che, pur non stravolgendo l'idea iniziale di Greg, a nostro avviso la miglioravano. Per quanto riguarda il titolo dell'album invece, scegliemmo il nome di una delle songs, un titolo che reputammo significativo dello spirito dell'intero lavoro.

E nonostante siate nati da poco, avete pure pubblicato il vostro primo videoclip ufficiale ("Hold your dreams")

Sì, magari anche un pizzico in ritardo rispetto all'uscita dell'album ma siamo molto soddisfatti del risultato finale e dei riscontri molto positivi che il video sta avendo. Va dato merito alla forza propulsiva di Frank che si è attivato affinché questo video potesse diventare realtà!

[potete vedere il video a questo link:http://youtu.be/cCDCLnm_yts]

Cosa pensate della scena musicale italiana? Quale potrebbe esser la ricetta per migliorare il nostro/vostro movimento?

Domanda che richiederebbe un’analisi tutt'altro che banale ed una risposta molto articolata ed approfondita. La scena underground italiana vede sicuramente diverse realtà molto interessanti e meritevoli di avere maggior spazio e risalto. Lo scenario però è davvero complesso. La grande risonanza viene data a prodotti costruiti a tavolino da qualche reality o talent show di dubbia qualità (ma, ahimè, di grande risonanza). Si tratta di prodotti smaccatamente commerciali ed imbarazzanti per pochezza e banalità. Oltre al fatto che trasmettono un’immagine sbagliata di quale sia la reale gavetta da fare per chi suona. Facendo hard rock e facendolo in inglese è evidente che il tuo riferimento debba per forza essere il mercato estero. In Italia c'è la musica italiana e stop. A livello di opportunità per suonare live poi bisogna fare i conti col fatto che suonare musica originale comporta ulteriore difficoltà di trovare spazi ed occasioni. Va forse in po' meglio alle cover e tribute band. Ad ogni modo la speranza è che la cultura musicale possa cambiare, che si riesca ad avere il coraggio di proporre, anche da noi, più musica originale, più musica che nasce dal cuore, che è espressione artistica genuina. Bisognerebbe operare una rivoluzione mentale e culturale. Dare fiducia a musicisti emergenti, dare loro modo di esprimere la propria proposta musicale. Un impegno che dovrebbe coinvolgere tutti noi, tutti quelli che amano davvero la musica.

Conoscete qualche alta band emergente italiana?

Sì, alcune band interessanti, come dicevo ci sono. Ci siamo ad esempio resi conto di avere validi compagni di label italiani! Non faccio nomi solo per evitare di fare qualche torto dimenticandomi qualcuno! Anzi un nome, uno solo, voglio fartelo perché il chitarrista di questa band è il grande Roberto Priori, ovvero la persona che ha anche ottimamente missato il nostro album! Forse definire "emergenti" i suoi Danger Zone è un po' singolare in quanto si tratta di navigati "volponi" della scena hard rock italiana, ma sono sicuramente meritevolissimi di attenzione!

Il recente terremoto vi ha causato qualche danno/problema (siete tutti emiliani o sbaglio?)

Sì, siamo tutti del modenese e quindi è stato un evento che ci ha colpito direttamente e duramente. Ha comportato lo stop delle attività della band per quasi tre mesi! Eravamo in fase di ultimazione del songwriting delle canzoni che finiranno sul nuovo album ed è stato un avvenimento che ci ha segnato sia psicologicamente che praticamente. Un paio di noi hanno avuto qualche danno alle proprie abitazioni e sono stati costretti a rimanere fuori casa per alcune settimane... Un’esperienza da non augurare a nessuno. Per fortuna siamo lentamente tornati alla normalità ed ora le attività della band sono regolari. Il songwriting è ultimato e siamo in fase di demoing dei brani. A questa fase seguirà quella di arrangiamento e di recording vero e proprio. Difficile fare previsioni precise ma nel corso del 2013 dovrebbe vedere la luce il nuovo album!

Ed oltre al nuovo album quali saranno i vostri progetti futuri?

Proprio in questo periodo stiamo vagliando, valutando, programmando l'attività live. Considerato che Frank è con noi da marzo, periodo nel quale eravamo in piena fase di scrittura dei nuovi brani e che il terremoto ci ha costretti allo stop forzato di cui ti parlavo prima, inevitabilmente l'attività live estiva è stata compromessa. Quindi per i prossimi mesi saremo impegnati anche su questo fronte, bilanciando però le energie con l'importante impegno della registrazione del nuovo album e di gestione di tutti gli aspetti derivanti da ciò (e non è davvero cosa da poco!). Valuteremo le opportunità che dovessero presentarsi (e che saremo capaci di crearci). Di sicuro l'attività live è un veicolo promozionale insostituibile per fare conoscere i Perfect View a più persone possibili. Ed è anche una dimensione che è sicuramente congeniale ad una band hard rock come la nostra.

Il vostro grande sogno nel cassetto?

Beh, credo che ogni band che faccia musica propria, con passione e genuinità, ambisca a poter fare arrivare il proprio messaggio musicale a più persone possibile. Noi ci auguriamo di poter continuare a divertirci suonando la nostra musica, facendo altri album, avendo un riscontro possibilmente sempre più ampio.

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