L'Antro di Ulisse Vol. XXII


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Intervista: Rhapsody Of Fire

RHAPSODY OF FIRE

 

"Into The Legend" è destinato ad essere uno degli album più apprezzati del 2016. Un motivatissimo Alex Staropoli ci racconta come è nata questa nuova opera dei Rhapsody Of Fire.

di

 

CIAO ALEX! ALLORA, SETTE MESI DI REGISTRAZIONE, QUATTRO DIVERSI STUDI DI REGISTRAZIONE, OSPITI VARI…RACCONTAMI IL LAVORO CHE HA PORTATO ALLA NASCITA DI "INTO THE LEGEND"

" Siamo partiti con varie idee, mi sono  creato una lista di tutti gli elementi che avrei voluto nell'album, orchestra, il tipo di sound…ho proprio messo nero su bianco il tutto e da lì sono partito a comporre praticamente un po' dopo l'uscita di "Dark Wings Of Steel". Ho avuto questo grosso stimolo di comporre un disco simile a quanto la band aveva realizzato in passato, ma con un tocco più moderno. Mio fratello mi ha dato una mano nella scrittura, e anche Roby De Micheli è stato importante, perché mi ha fornito moltissimi riff. Poi è iniziata la registrazione, che ho seguito passo dopo passo dal primo all'ultimo giorno".

 

IN QUALI STUDI AVETE LAVORATO?

"Lo studio principale è quello del nostro fonico Alberto Bravin, qui a Trieste. Sempre a Trieste abbiamo usato uno studio per registrare un pianoforte a coda. Poi siamo stati anche in Macedonia, dove abbiamo registrato l'orchestra. E poi, c'è il mio studio personale, dove è iniziato il tutto con la composizione dei pezzi".

 

VI SIETE DIVISI IL LAVORO COME IN PRECEDENZA, TU LA MUSICA E FABIO I TESTI?

"Sì, io mi sono occupato di tutta la parte musicale, è stato un lavoro abbastanza lungo, tra composizione, arrangiamenti, orchestrazioni, linee vocali; questa volta sono riuscito a dare a Fabio il lavoro abbastanza in anticipo, così lui ha avuto tempo per ascoltare le linee vocali e preparare i testi. Ha scritto lui tutte le liriche, è venuto su a Trieste ed è stato bello vederlo lavorare, era molto motivato. Abbiamo registrato le voci in un paio di settimane, ho visto un bell'impegno da parte di tutti, e questo ha scatenato un'energia positiva che si è trasmessa all'album. Ora che la produzione è finita, sono felice di affrontare questo periodo di promozione del disco".

 

LE TEMATICHE DEI TESTI SONO SEMPRE DI AMBIENTAZIONE FANTASY, SUPPONGO

"Non si tratta di un concept o di una saga, ma si tratta comunque di testi fantasy. Ho dato carta bianca a Fabio, e lui ci mette questo tocco lirico e poetico che ben si adatta alla sua voce. Sia a livello lirico che musicale, abbiamo sempre cercato di stimolare la nascita di immagini nella mente dell'ascoltatore, questo è il mio obiettivo principale. Quindi il fantasy ben si adatta a questo scopo. Poi devo dire che per un cantante è sicuramente più facile cantare se si è scritto i testi da solo, il cantato risulta più fluido sia su disco che dal vivo".

 

PARLANDO DEL RESTO DELLA BAND, COSA E' SUCCESSO CON OLIVER HOLZWARTH?

"Dunque, quando c'è stato lo split avevamo bisogno di un bassista, e pensai di chiamare Oliver, fratello del nostro batterista Alex, perché i due, insieme, formano una sezione ritmica davvero potente.  In più, conoscendo ormai da anni Alex, so che tipo di persona è, un pezzo di pane, ha solo qualità positive, pensai che suo fratello fosse caratterialmente simile. Per un po' è andato tutto bene, ci sono stati momenti divertenti ma poi è arrivato qualche problema dal punto di vista personale, così già prima della produzione del disco avevamo deciso di separarci. Per fortuna abbiamo trovato subito Alessandro Sala, che suona da anni con Roberto.  Una persona vicina, amica, mentalmente stabile, con un buon lavoro alle spalle, quindi sono molto soddisfatto".

 

TORNANDO ALLE CANZONI DI "INTO THE LEGEND", UNA DELLE MIE PREFERITE E' "A VOICE IN THE COLD WIND", CON I SUOI ELEMENTI FOLK E UN GRAN RITORNELLO

"Sì, l'idea era di avere a disposizione questo ensamble di musica barocca un po' sparso nell'album, per avere queste bellissime sonorità. Qui devo ringraziare mio fratello, che non solo ha suonato ma ha anche trovato i musicisti giusti. Abbiamo l'arpa celtica, il bordone, che è una specie di cornamusa, abbiamo un flauto irlandese…e sia che in "A Voice In The Cold Wind" che nella suite ho proprio voluto metterli in rilievo, perché si tratta di sonorità che ho sempre adorato".

 

UN'ALTRA DELLE MIE FAVORITE E' "VALLEY OF SHADOWS", CHE HA QUESTO INIZIO CON VOCE FEMMINILE CHE RICORDA UN PO' I THERION, NON SO SE SEI D'ACCORDO

"Guarda, non saprei perché mi sono imposto di non ascoltare nulla quando lavoro ad un disco, quindi non ho idea di cosa sia uscito negli ultimi anni. Ti posso dire che su questo disco abbiamo dei cori eccezionali, tre tipi di cori, opera, epici e voci bianche. In più abbiamo questa soprano bravissima, Manuela Kriscak , che poi è di Trieste, ha lavorato con direttori d'orchestra famosi a livello mondiale ma che in realtà prima non conoscevo. E' veramente un fenomeno, è molto presente nell'album. All'inizio volevo un soprano per fare qualche vocalizzo, tipo film horror; poi sentendola cantare, le ho chiesto se voleva partecipare in maniera più importante, e così l'ho fatta duettare con Fabio nella suite e le ho dato altre parti. Molte persone mi hanno chiesto: "Ma chi è che canta?", e questo mi dà una bella soddisfazione".

 

PARLANDO INVECE DI ROBY DE MICHELI, SU QUESTO DISCO SI NOTA IL SUO STILE "MALMSTEENIANO", CHE IN FONDO RICORDA LO STILE DI LUCA; SEI TU CHE GLI CHIEDI DI SUONARE COSI' O LUI SEGUE QUELLO CHE E' IL SUO BACKGROUND?

"Personalmente non direi che ha uno stile "malmsteeniano"; diciamo che in fase solista ha un gusto abbastanza neoclassico, ma quello che mi piace di lui è che in realtà ha un approccio molto moderno in fase ritmica. Ho tenuto parecchi dei riff che mi ha fatto sentire, anzi, su "Into The Legend" puoi sentire proprio tutto l'apporto che ha dato dal punto di vista chitarristico. Mi piace molto il suo approccio alla chitarra, anche dal vivo è una sicurezza e non abbiamo bisogno di un altro chitarrista".

 

PARLANDO INVECE DI QUELLO CHE MANCA, DOPO TANTI ANNI NON C'E' LA CANZONE IN ITALIANO; COME MAI?

"Ti correggo in parte; la canzone in italiano c'è, ma è nella versione giapponese del disco. Alla fine poi le canzoni sono diventate tre, perché sul disco abbiamo "Shining Star", nella versione digipack e in vinile la versione in spagnolo che si intitola "Volar Sin Dolor", e poi c'è la versione in italiano per il mercato giapponese".

 

QUINDI UN BEL LAVORO DI TRADUZIONE

"No, sono tre testi differenti. All'inizio è stata scritta in inglese, ma traducendola non funzionava molto bene. Ci abbiamo lavorato un po' su e ne sono nati tre testi diversi. Tornando al discorso di prima, dove avevo buttato giù una lista di quello che avrei voluto nell'album, una delle cose in programma era la ballad, in inglese in italiano. Poi, dato che avevamo tempo, abbiamo scritto anche la canzone in spagnolo, dato che abbiamo tantissimi fan in Sud America; sulla nostra pagina facebook il 60-70% dei nostri fan parla spagnolo, quindi questa canzone rappresenta un omaggio a loro. Una volta registrate tutte e tre, parlando poi con la AFM records, abbiamo deciso come distribuirle".

 

INVECE UNA COSA CHE PER VOI E' MOLTO RARA, E' UN BRANO SOLO STRUMENTALE

"E' vero, ma non ne ho mai sentito l'esigenza. In passato abbiamo avuto alcuni assoli un po' più lunghi, magari un brano strumentale potrebbe starci bene dal vivo, ma al momento non è un desiderio particolare"

 

C'E' QUALCOSA CHE AVEVI COMPOSTO PER IL TUO ALBUM SOLISTA, E CHE POI HAI UTULIZZATO SU "INTO THE LEGEND"?

"Su "Into The Legend" no, ho usato qualcosa per "Dark Wings Of Steel" dove ho arrangiato e adattato ai Rhapsody Of Fire alcune parti che avevo scritto all'epoca con Midnight. Per "Into The Legend", sono partito proprio fresco, avevo da parte solo qualcosa che è finito poi nella suite. Tra l'altro, mi ero ripromesso di non scrivere più un brano lungo, però, preso dalla foga compositiva, mi son detto che in fondo in fondo ci poteva stare bene una suite!"

 

PARLANDO DELLA COPERTINA, E' SEMPRE AD OPERA DI FELIPE MACHADO?

"Sì, a livello parziale. Il tutto è partito da un'idea mia e di Alex Holzwart, volevamo questo drago futuristico. Quando Felipe mi ha consegnato il lavoro, ho sentito il bisogno di provare a fare degli esperimenti, e nonostante non avessi mai fatto lavori di grafica, ho aggiunto alcuni elementi come la neve, le scintille di fuoco eccetera... Ho dato un po' di movimento, perchè mancavano movimento e dinamicità. Quando ho sperimentato l'ho fatta vedere un po' in giro ed effettivamente anche altri notavano il miglioramento, quindi ho continuato a lavorarci su. C'è anche una discreta soddisfazione, nel dire che questa può essere considerata mia!".

 

NON E' LA PRIMA VOLTA CHE AVETE UN DRAGO IN COPERTINA; AVETE MAI PENSATO DI DARGLI UN NOME, E FARLO DIVENTARE UNA MASCOTTE TIPO EDDIE DEGLI IRON MAIDEN?

"No, al momento no. Anche perchè alcuni draghi del passato facevano parte della saga, questo no; ma l'immagine del drago comunque rappresenta bene quello che sono i Rhapsody Of Fire".

 

TORNANDO INVECE UN PO' INDIETRO NEL TEMPO AI TEMPI DI "DARK WINGS OF STEEL"; IN QUESTI GIORNI RILEGGEVO LE VECCHIE RECENSIONI E TUTTI NE PARLAVANO COME UN DISCO INTERLOCUTORIO. TU COSE NE PENSI A DISTANZA DI QUALCHE ANNO?

"Innanzitutto dico che "Dark Wings Of Steel" è l'album che volevo fare. A volte leggo commenti dei fan, non solo dei nostri, ma anche fan di altri gruppi, e sembra che i dischi vengano fuori quasi per caso. In realtà, niente nei nostri dischi esce per caso. Su "Dark Wings Of Steel" ogni singola nota volevo fosse quella, figuriamoci se faccio uscire un album se non sono sicuro e soddisfatto di quello che sto facendo. E' stato un disco composto da canzoni che volevo suonassero così, composte in un certo modo e rilasciato in un certo momento. All'epoca, dopo lo split, e dopo il tour, volevo dar seguito al disco dal vivo che era appena uscito, e quindi ho optato per sonorità che fossero un po' differenti. Non volevo fosse troppo pomposo, proprio per creare un distacco dal tipico suono Rhapsody Of Fire. Tra l'altro per l'album ho fatto di persona un lunghissimo viaggio promozionale, e le recensioni sono state tutte positive, negli Stati Uniti addirittura erano osannanti. Forse era un disco più adatto agli americani, mentre "Into The Legend" a loro piacerà meno perchè è più epico, si vedrà. Io sono soddisfatto, è un album che praticamente ho composto al 50% con mio fratello, è un album legato a emozioni forti e per me molto importanti, e ci tento a dire che mi piace molto. "Into The Legend" rappresenta il voltar pagina, è un ritorno sui sentieri cinematografici, e devo dire che ne ho sentito veramente il bisogno!".

 

VORREI FARTI UNA DOMANDA A LIVELLO PERSONALE. TU HAI UN CARATTERE PIU' RISERVATO RISPETTO A LUCA; DOPO LA SEPARAZIONE, OLTRE A DOVER MANDARE AVANTI TUTTO QUANTO DA SOLO, TI HA PESATO IL RUOLO DI PORTAVOCE UNICO DELLA BAND?

"Mmmmh, sinceramente no. Riservato non significa meno avvezzo al contatto. Diciamo che se a Luca fai una domanda, se non lo fermi lui parla per mezz'ora! Io mi attengo più all'argomento, preferisco che tu mi faccia trenta domande e rispondo a tutte e trenta, anche se sono più stringato. Anche la gestione della band non è un problema, però mi accorgo di sopportare meno le perdite di tempo. Ormai ho 45 anni, a 20 anni magari non ci pensi e lasci correre, ma oggi non ho più voglia di stare dietro a chi non fa il suo lavoro e mi rallenta. Durante la produzione di questo disco mi sono trovato davanti a vari inconvenienti. Prima Oliver, poi lavorare sulla copertina e sulla grafica... a volte le persone non lavorano come vorrei, mi sono dovuto occupare del sito perchè l'incaricato non mi dava più fiducia...tutto questo si aggiunge alla lista di cose di cui già mi occupo, e alla fine anche per quello quando ho del tempo libero preferisco estraniarmi da tutto".

 

AVETE GIA' QUALCOSA IN PROGRAMMA PER I PROSSIMI MESI?

"Abbiamo già programmato la 7000 tons of metal, la crociera, e una data in Messico. Poi abbiamo ufficializzato delle date in Giappone e spero che se ne aggiungano altre in Asia. Per il resto stiamo lavorando al tour europeo per aprile, poi mi auguro i festival e il Sud America in autunno. Noi siamo una band pronta a suonare ovunque e subito. Abbiamo già suonato un brano nuovo nelle date di supporto agli Scorpions, è stata una bella emozione. Molti brani di "Into The Legend" saranno suonati dal vivo, direi proprio che non vedo l'ora".

 

IN EUROPA TOUR DA HEDLINER O DI SUPPORTO A QUALCUNO COME NEL TOUR COI GAMMA RAY?

"No no, headliner, sicuramente…di supporto per il momento basta!".

 

PRIMA HAI PARLATO DEL CONCERTO CON GLI SCORPIONS: PERCHE' AVETE SUONATO A TRIESTE E ROMA, E NON A MILANO QUANDO I GAMMA RAY SONO STATI COSTRETTI AD ANNULLARE ALL'ULTIMO MOMENTO?

"In realtà la data dei Gamma Ray era prenotata da tempo, noi ci siamo proposti per Trieste, poi si è aggiunta anche Roma e ci siamo attenuti a quel programma. E' stato bello, perchè quest'anno abbiamo suonato a Roma due volte, a Trieste abbiamo suonato a cinque minuti da casa mia...è stata una situazione veramente incredibile! Suonare nel mio rione con gli Scorpions, figurati".

 

VEDO CHE TRIESTE STA DIVENTANDO UNA TAPPA IMPORTANTE PER I TOUR IN ITALIA, A LUGLIO CI SARANNO ANCHE GLI IRON MAIDEN

"Guarda, da quel che ricordo, gli Iron Maiden a Trieste sono già venuti due-tre volte. In realtà non c'è tantissimo per la scena metal, ma qualcosa si muove".

 

IN QUESTI GIORNI E' USCITO IL VIDEO DI "SHINING STAR". E' MONTATO DA NEIL JOHNSON, SIETE IN BUONI RAPPORTI CON LUI DOPO I PROBLEMI LEGATI ALLA MAGIC CIRCLE?

"Sì sì, Neil è un freelancer, quindi con lui non ci sono mai stati problemi. Per il video di "Into The Legend" avevamo pensato a lui ma stava girando un film e lavorava già ottanta ore alla settimana; quindi ci siamo appoggiato a Randy Saio che aveva già curato il nostro documentario live. Poi Neil si è liberato è ci ha montato questo video con immagini davvero fantastiche".

 

IL TEMPO ORMAI E' SCADUTO; DATO CHE TRA QUALCHE GIORNO E' NATALE, QUALCHE DISCO CHE REGALERESTI AGLI AMICI...IL VOSTRO ESCE A GENNAIO QUINDI NON VALE!

"Aaaah...però a breve riceverò delle copie in anteprima, quindi potrò regalarle agli amici più stretti, magari un vinile argento o dorato. In realtà, come ti dicevo, non conosco le varie uscite, a parte la nostra. Sono rimasto chiuso in studio quasi due anni, e sto riemergendo solo adesso alla vita normale!"