L'Antro di Ulisse Vol. XXII


Intervista con i White Skull

Recensioni: White Skull

"Will of the Strong"


Intervista con i Thomas Hand Chaste

Recensioni: Where The Sun Comes Down

"Welcome"

Recensioni: Pandora

"Ten Years Like in a Magic Dream"

Recensioni: Black Star Riders

"Heavy Fire"

Recensioni: Kreator

"Gods Of Violence"

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“Wild Cat”


Intervista con i Saxon

Recensioni: Paolo Siani ft Nuova Idea

"Faces With No Traces"

Recensioni: Ted Poley

"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

Recensione: Crossbones "Crossbones"

Crossbones "Crossbones"

(Jolly Roger Records)

Per Chi Ascolta: Hard & Heavy

E' il 1989 quando i liguri Crossbones esordiscono sotto i migliori auspici: produzione griffata da Kit Woolven (Thin Lizzy, UFO) e tastiere affidate nientemeno che alle fatate mani di Don Airey, oggi nei Deep Purple, ai tempi side-man di lusso al fianco di Rainbow, Ozzy e Gary Moore. A tale imponente spiegamento di forze faceva eco pari rilevanza artistica all'insegna di un hard & heavy sontuoso come da copione e galvanizzato dall'elettricità della chitarra di Dario Mollo, tra i più accreditati discepoli tricolori di Ritchie Blackmore. Anthem assolutamente notevoli ("Fallen Angel", "Rock'n'Roll"), richiami alla tradizione albionica ("Iron Soul"), episodi muscolari ("Venom", "Bad Dreams"), costruzioni ambiziose dagli accenni progressivi ("The Promised Land"), l'immancabile reprise neoclassica vivaldiana ("Winter"), il piatto era (e resta) succulento. Il mancato riscontro commerciale, per le più svariate cause (esterofilia diffusa, scarsa promozione a supporto) di un ellepì che avrebbe meritato tutt'altra fortuna, non può intaccarne il non indifferente valore. Più che buttarvi su improbabili formazioni hard rock contemporanee, fossi in voi, una chance ai Crossbones, seppure in ritardo massimo, la concederei: la meritavano e la meritano tutta.

STAMPA ORIGINALE - Dischi Noi, 1989
COSA CAMBIA - Nulla, a parte il remastering