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Recensione: Equilibrium "Armageddon"

Equilibrium "Armageddon"

(Nuclear Blast)

A due anni da "Erdentempel" , gli Equilibrium ritornano più epici ed irruenti che mai, sin dall'immancabile introduzione recitata di "Sehnsucht", prologo per "Erwachen", folkeggiante e dalle curiose, sorprendenti aperture simil dance. Giro a 360 gradi e si vira verso la tradizione invece con "Catharsis", che si rivelerà essere fra le composizioni più riuscite del lotto. Ciò che emerge sin dalle prime battute è la volontà di puntare su un sound integro e potentissimo (complice una produzione assolutamente bombastica) quasi per soprassedere alla esiguità di idee, che in "Born To Be Epic" si rivela in maniera lampante. Largo perciò a tastierone vagamente ottantiane ed a sgroppate di chitarra doppiate da una batteria arrembante come da consuetudine, idem dicasi per una vena folk onnipresente eppur talvolta meramente di contorno ed intangibile, che fa pensare ai Finntroll meno ispirati ("Zum Horizont") od ai Korpiklaani post sbornia ("Rise Again", che rischia davvero il fondo del barile). Anche i riff riciclati di "Helden" fanno sbadigliare non poco, fortunatamente l'effetto narcotico è allontanato dall'ottimo singolo "Prey", distruttivo come gli Equilibrium di un tempo che fu e dalla conclusiva "Eternal Destination", tour de force che fa non fa prigionieri, tra esplosioni di cattiveria inaudita ed azzeccati strappi melodici. I recenti cambi di formazione non paiono aver giovato granché ai Nostri, autori di una prova tra luci ed ombre, probabile passaggio di transizione ad un prossimo lavoro auspicabilmente più coeso e guerresco. Giocare sul sicuro non sempre paga: è questo il caso di "Armageddon".


 

Cosa Funziona: il singolo "Prey"

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