L'Antro di Ulisse Vol. XXII


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"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

RECENSIONE: Horisont “About Time”

Horisont “About Time”

(Century Media)


Per Chi Ascolta: classic hard rock dei seventies rivisitato ma non troppo!

Gli Horisont tornano agli onori delle cronache a circa un anno e mezzo dal precedente "Odissey" che li aveva portati all'attenzione del mondo intero. E oggi eccoci qui di nuovo con il piacere di ascoltarli in occasione del loro quinto album in dieci anni di attività. Ne hanno fatta di strada da quando chi scrive li aveva visti su di un minuscolo palco nella loro natia Svezia, e oggi finalmente possono vivere di luce propria e non all'ombra ingombrante dei loro concittadini Graveyard, con in mano un contratto con la potente Century Media dalla scorsa estate. Sì i detrattori potrebbero obiettare che questo filone va semplicemente a scimmiottare gli idoli di un lontano passato che non potrà mai più tornare, però gli Horisont, come pochi altri, sanno metterci quel qualcosa in più, con un songwriting e un'interpretazione per quanto possibile personale che rende ogni loro uscita un must per i cultori del classic rock. Il disco è contagioso fin dalle prime note di "The Hive", ma è sulla successiva “Electrical” che veniamo spediti letteralmente nello spazio con un refrain di grandissimo impatto, così come la successiva “Without Warning” continua su binari ben definiti. Il tutto con un'apparente semplicità di fondo che rende il loro disco leggero all'ascolto ma al tempo stesso ben strutturato e complesso nelle trame. Il tutto viene guidato magistralmente dalla voce di Axel, vero asso nella manica degli svedesi della costa Ovest. La sognante “Letare” in cui rispolverano l'immancabile idioma svedese arriva poco prima della trascinante “Night Line” a completare il quadro. Ma poco dopo “Boston Gold” arriva come secondo pezzo da novanta del disco, altro refrain di incredibile impatto, in un altro pezzo divertente e direttissimo al cuore dell'ascoltatore. Chiude il tutto la lunga e sognante title-track, che lentamente ci accompagna verso la fine di un disco che... non vorremmo finisse mai! Se amate queste sonorità e non vi soffermate troppo sui possibili, direi inevitabili, dejà-vù, questo disco entrerà di diritto negli highlights di questo 2017 che è da poco cominciato!


 

Momento D'Estasi: Un disco ben riuscito non è del tutto scontato dopo il successo mondiale del predecessore, e questo lo è!

Pelo Nell'Uovo: personalmente non c'è!