L'Antro di Ulisse Vol. XXII


Intervista con i White Skull

Recensioni: White Skull

"Will of the Strong"


Intervista con i Thomas Hand Chaste

Recensioni: Where The Sun Comes Down

"Welcome"

Recensioni: Pandora

"Ten Years Like in a Magic Dream"

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"Heavy Fire"

Recensioni: Kreator

"Gods Of Violence"

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“Wild Cat”


Intervista con i Saxon

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"Faces With No Traces"

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"Beyond The Fade"

 

 

 

 

 

Recensione: X Japan “We Are X OST”

X Japan “We Are X OST”

(Legacy/Sony)

Per Chi Ascolta: J Rock

Fenomeno sui generis quello degli X Japan: oltre trenta milioni di copie vendute nel sol levante, ma considerati, fuori dai confini nazionali, alla stregua di un’esotica novità o poco più. Azzeccata, quindi, l’idea di realizzare un film retrospettivo che, scelta coraggiosa, non indulge nell’abusato cliché del sex, drugs & r’n’r, preferendo un taglio maggiormente orientato sul lato esistenziale. Il focus principale si concentra su Yoshiki, batterista, fondatore e forza motrice della band, il cui passato “complicato” (la prematura perdita del padre, avvenuta all’età di dieci anni) funge da spartiacque della vita del Nostro, che da predestinato pianista classico diventa inarrestabile massacratore di pelli. Musica perciò intesa come via di fuga da una realtà oscura e valvola di sfogo, dove il palco diventa non soltanto luogo di esibizione ludica, bensì effettivo strumento di redenzione personale. La partecipazione degli altri componenti dapprima è limitata, tuttavia durante la narrazione cresce esponenzialmente, purtroppo a causa della morte di Hide e Taiji, oltreché per il traumatico split col cantante Joshi (che entra a far parte di una misteriosa setta). La colonna sonora del rockumentario (per capirci: tra Kiss, Sigue Sputnik, Mötley Crüe e certo pomp rock) è in puro stile X Japan e non mancherà di incuriosire i neofiti, oltre che gli aficionados (fra cui figurano nientemeno che Gene Simmons e Marilyn Manson) di un gruppo che meriterebbe attenzione pari alla propria integrità artistica. La versione unplugged di “La Venus” o quella live della magnetica “Kurenai” (datata 31/12/1997), l’approccio virulento di “Dahlia”, il misticismo atmosferico di “Xclamation”, i deliziosi arazzi orchestrali di “Longing” ed il gioiello acustico “Without You”, rappresentano le mille sfaccettature di quel caleidoscopio chiamato X Japan.

Massima Allerta:L’eterea “La Venus”
Colpo Di Sonno:Prescindibile